Torino: storia di Jawad, il lavavetri abusivo che ci pagava le pensioni

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sse successo. Continuava a rimanere seduto nonostante l’airbag fosse scoppiato e l’abitacolo pieno di fumo. Dietro di me c’erano alcuni automobilisti inferociti, ma sono riuscito a calmarli».

In corso Allamano sono arrivate le pattuglie della polizia locale e dei carabinieri di Grugliasco. Il conducente della Meriva, un grugliaschese di 46 anni, in evidente stato confusionale, è stato sottoposto al test dell’etilometro, ma l’esito è stato negativo. Per conoscere i risultati degli altri accertamenti clinici, invece, sarà necessario attendere ancora qualche ora. Nell’attesa l’uomo è stato denunciato in stato di libertà per omicidio stradale e omissione di soccorso.

«Non riesco ancora a credere che sia potuto succedere a Jawad – si dispera Brahim, che come lui cercava di sbarcare il lunario come lavavetri – Io stavo arrivando da corso Allamano e ho visto i lampeggianti e una gran confusione. Poi ho riconosciuto la sua ciabatta, in mezzo alla strada. Quando ho visto anche la maglietta gialla di quell’uomo a terra non ho avuto bisogno di guardalo in faccia per capire chi fosse. Era un uomo buono, faceva tutto per la sua famiglia. Oggi per lui era un giorno speciale. Suo figlio più piccoli, di 5 anni, aveva cominciato la scuola e lui era molto orgoglioso».

Questo faceva parte del racket dei lavavetri, uno dei peggiori parassitismi che infesta le nostre città, ma La Stampa sembra quasi parli di Stakanov, il celebre operaio sovietico. Sinceramente ci vergogniamo per loro.

E poi, quanto può sopravvivere una società che importa famiglie con il padre che fa il lavavetri mentre i contribuenti pagano per lui la scuola al figlio e tutto il resto? Basta una piccola notizia del genere a ridicolizzare tutta la prosopopea di Boeri, il cazzaro dell’Inps, e di quelli che parlano di ‘risorse’.




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