Economista contro Boeri: “Terrorismo per farci accettare l’invasione”



Ettore Gotti Tedeschi, economista e banchiere italiano intervistato da il Giornale:

Direttore Gotti Tedeschi, Tito Boeri sostiene che l’Inps, senza contributo degli immigrati, possa saltare. Qualcuno potrebbe controbattere sostenendo che la maggior parte di questi, non lavorando, rappresenta semmai un costo aggiuntivo per lo stato…

Non credo ci siano dubbi. A meno che Boeri non ci illustri le cifre in maniera chiara, cosa che ritengo alquanto difficile, se non impossibile. Boeri, però, è innocente di questo squilibrio, sia chiaro. Io credo che questa affermazione sia l’ennesimo tentativo di giustificare il processo di immigrazione che ci viene imposto. Che è stato deciso, pianificato e voluto, ma non tanto per compensare il gap di popolazione (imprevista) nel nostro paese (se così fosse, detta compensazione non sarebbe stata necessaria o sarebbe avvenuta progressivamente negli ultimi 30anni) quanto per realizzare il progetto di sincretismo religioso voluto ed annunciato dai veri segretari Onu (da Butros Gali a Kofi Annan a Ba-Ki moon) necessario per realizzare il famoso piano di omogeneizzazione delle culture nel mondo globale, che deve passare da una omogeneizzazione delle morali religiose. Si vadano a leggeri i Report Kissinger (1974) e seguenti.

Cosa dovrebbe spiegare Boeri agli italiani?

Quello che il presidente dell’Inps dovrebbe spiegare, invece, è come gli immigrati creeranno ricchezza, valore, faranno crescere il Pil, produrranno redditi che genereranno contributi sociali e tasse pagate. Sarei incantato di ascoltare e capire come si potrebbe creare occupazione produttiva per gli immigrati, in un Paese come il nostro, nella situazione economica in cui si trova, con la disoccupazione che è già altissima, avendo perso tanti vantaggi competitivi, e avendo una altissima percentuale di imprese (quelle che lavorano nel mercato domestico) che lavorano al di sotto della capacità produttiva, perciò non guadagnano, non assumono, non pagano tasse. Il nostro Paese, oggi, non può fare azioni di politica economica che creino sviluppo, in un’Europa che ci opprime e boicotta, con governi inconsistenti cooptati (non eletti) che non hanno saputo fare nulla di buono e sostenibile. Sarebbe bene, poi, che ci si chiarisse anche quanti immigrati dobbiamo accogliere nei prossimi 20anni:3 milioni (pari a 150mila l’anno, come lascia supporre Boeri) o 6milioni (325mila anno) come scrisse Stella sul Corriere l’anno passato?

L’Inps è davvero nelle condizioni di poter saltare?

Lo è come lo è il Paese Italia. Io solo penso, dopo aver letto le dichiarazioni di Boeri, che questa sia solo l’ultima manovra intimidatoria per convincerci ad auspicare l’ingresso indiscriminato di immigrati (per le ragioni sopra spiegate)? Si provi a fare il calcolo di quanto dovrebbero contribuire gli immigrati per equilibrare i conti Inps. Poi si calcoli quanto devono guadagnare per poterlo fare, poi si calcoli quanti posti di lavoro a queste condizioni si devono creare, infine, si chieda agli imprenditori privati ( non a chi è occupato in lavori “socialmente utili” a spese dello stato, come oggi) a che condizioni investirebbero per creare posti di lavoro. L’Inps potrebbe andare in default solo volendolo.

Quali sono, secondo lei, le difficoltà dell’Inps in questa fase?

L’Inps, a parte il ben noto squilibrio dovuto al crollo natalità, soffre la passata (non quella di Boeri) cattiva gestione della distribuzione pensioni che ha creato squilibri tra pensioni pagate e contributi versati, camuffando l’assistenzialismo con la “solidarietà”, una vera vergogna… Poi soffre il processo di deindustrializzazione del paese legato alla delocalizzazione produttiva che ha impedito investimenti e crescita–stabilità di occupazione. Ancora, soffre il peso fiscale più alto d’Europa. Quindi, soffre l’incapacità della nostra classe dirigente negli ultimi 6 anni, che non ha saputo, non solo reagire alla crisi e gestirla, ma neppure difendere il valore del nostro paese (si pensi solo al fiscal compact), ormai in mano, come dice Boeri, agli immigrati, giovani, forti e sani. Ma per quale ragione al mondo dovrebbe crescere il PIL (risanando i conti) se il numero di abitanti produttivi (immigrati) cresce d’incanto del 15-20%, quando c’è una disoccupazione ufficiale di circa il 12% (e reale ben più alta)?

Esiste un’alternativa programmatica alla visione di Boeri?

Se non facciamo buon viso a cattivo gioco, temo, non resti che l’eutanasia per i pensionati ultrasessantenni. Secondo il ragionamento di Boeri o si aumentano i contributi o si riducono le contribuzioni. I contributi non si possono aumentare, le contribuzioni non si possono diminuire (si può fare solo demagogicamente, populisticamente, come ha dichiarato il Papa: le pensioni d’oro sono un’ offesa, un peccato). Certo, l’aiuto alla creazione di famiglie è la cosa migliore, ma darebbe risultati a lungo termine e si scontrerebbe comunque con la cultura, la pessima cultura, che si è creata contro la famiglia.

I sistemi pensionistici delle altre nazioni europee hanno le stesse necessità paventate da Boeri? Sembra che l’accoglienza a tutti i costi rimanga una prerogativa solo italiana…

Mi sembra chiaro.

Ius soli, sistema previdenziale appeso ai contributi degli immigrati, dipendenza dalle scelte politiche dei nostri partner europei. I nostri fondamentali economici siano strettamente collegati a terzi?

Abbiamo perso sovranità e credibilità. Noi non inseguiamo neppure più gli altri. Prendiamo ordini dagli altri. Non riesco a crederci.

Vogliono il mulatto. Perché è lo schiavo ideale. Ma dovrà scorrere sangue perché il loro piano si realizzi. Non ci lasceremo eutanasizzare come Charlie.



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