Persecuzione gay: a processo per protesta contro ideologia Gender nelle scuole

“C’è una strategia nazionale per cui, tutti coloro contrari all’ideologia gender, vengono colpiti direttamente, duramente e personalmente. Prendo atto che dire la verità costa caro”. Con queste parole l’avvocato del foro di Perugia Simone Pillon (consigliere nazionale del Forum delle Associazioni Familiari) al centro di un procedimento penale per “diffamazione” nei confronti di Omphalos, mette un punto fermo sulla sua posizione da imputato. Assistito dagli avvocati Laura Modena, Massimiliano Sirchi e Stefano Forzani (quest’ultimo appartenente al Foro di Brescia), è convinto che il dibattimento potrà dimostrare la sua innocenza. “Le idee non si processano in tribunale, questo è un segno di debolezza”.

Al centro della battaglia partita a suon di denunce da parte dell’associazione LgbtQ++++ Omphalos e sfociata in un decreto di citazione a giudizio a carico dell’avvocato Simone Pillon, riguarderebbe alcuni volantini presi di mira dal consigliere nazionale del Forum Associazioni Familiari durante una conferenza ad Assisi nel giugno del 2014. In particolare, si legge sul decreto di citazione da parte del pubblico ministero Manuela Comodi: “Avrebbe offeso in qualità di consigliere nazionale del Forum Ass. Familiari, nel corso del suo intervento alla inaugurale del presidio di Assisi – Bastia “Sarà ancora possibile dire mamma o papà? , pubblicato sulla pagina web all’indirizzo forumfamiglie.org, offendeva la reputazione dell’associazione Omphalos Arcigay e Arcilesbica, diffondendo notizie non corrispondenti al vero sull’attività di informazione e di prevenzione delle malattie veneree svolta dall’associazione, attribuendole iniziative e messaggi distorti rispetto al loro effettivo contenuto”.

Secondo l’accusa avrebbe additato l’associazione, impegnata in incontri “educativi” nelle scuole, come istigatrice all’omosessualità, formulando – si legge nelle carte – gravi insinuazioni sulla funzione del “Welcome Group”, luogo di attività e di promozione sociale di Omphalos, indicandolo come luogo per “ragazzi che sono interessati a questo tipo di argomento e vogliono farsi dare il benvenuto …”non voglio entrare nei dettagli di come sarà il benvenuto”.

Anche nel gennaio del 2015, in occasione di un incontro ad Ascoli Piceno, avrebbe ancora additato l’associazione Omphalos come “soggetto che distribuisce materiale pornografico nelle scuole e e che offre la propria sede per “pratiche di iniziazione”. L’opuscolo al centro delle polemiche “Lo sapevi che?” distribuito da Omphalos, sarebbe stato un invito ad avere rapporti omossessuali. Gli episodi contestati sono stati riuniti in un unico fascicolo ed ora si preannuncia battaglia in tribunale. Si torna in aula il primo febbraio prossimo con i primi testi.

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“Siamo estremamente soddisfatti per questo primo passo – dichiara il presidente di Omphalos, Stefano Bucaioni (!) – e continuiamo a confidare nella giustizia per il proseguo del processo. Insieme alle costituzioni di parte civili, interamente accettate dalla Giudice, abbiamo chiesto un giusto risarcimento per le gravi diffamazioni ricevute e annunciamo sin da ora che l’eventuale risarcimento che il Tribunale deciderà di accordare verrà interamente destinato in progetti contro omofobia e bullismo nelle scuole del territorio. L’impegno di Omphalos per una scuola più inclusiva e rispettosa di tutte le differenze rimane una delle nostre priorità. Proseguiremo su questa strada con ancora maggiore determinazione.” L’avvocato Pillon: “400mila euro di risarcimento…la verità costa cara”.

Invece di pensare agli spacciatori che infestano Perugia, la procura ha tempo per eseguire gli ordini di una associazione gay in cerca di protagonismo.



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