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Oggi festeggiano Invasione: clandestini e stupratori, non rifugiati

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Per la Lega l’Italia potrebbe anche non celebrare la già di per sé demenziale giornata mondiale del Rifugiato (maiuscolo, come le divinità): “Tanto la questione non ci tocca…”, chiosa Calderoli. Secondo i dati del Viminale, infatti, gli immigrati a cui è stato riconosciuto lo status di rifugiato tra il 2015 e il 2016 sono stati circa 11.400 su un totale di oltre 331.800, appena il 3,5%. Il restante 96,5%, ovvero circa 320.400 immigrati, li stiamo mantenendo al costo giornaliero di 35 euro a testa, ovvero 1.050 euro mensili a testa, ovvero 12.600 euro l’anno a testa. Una pioggia di soldi che viene spesa in alberghi, pensioni, strutture di accoglienza, telefonini, connessioni internet, pocket money da 2,5 euro al giorno e così via. Agli oltre 320mila arrivati negli ultimi due anni dobbiamo aggiungere i quasi 70mila immigrati sbarcati da inizio anno nel 2017. Sfioriamo, insomma, quota 400mila in due anni e mezzo. “Manteniamo quasi 400mila clandestini a fronte di appena 11.400 rifugiati, forse – conclude Calderoli – è ora che qualcuno si decida ad aprire gli occhi una buona volta”.

In realtà i dati sono ancora più inquietanti.

Nel corso del 2016, sono stati 181.436 i clandestini raccattati in Libia e scaricati in Italia dalle Ong e da vari scafisti di Stato. Il numero non include quelli sbarcati senza essere notati, come accade ormai sempre più spesso, soprattutto in Sardegna.

Ma la vera notizia è un’altra: solo 4.940 sono stati riconosciuti come rifugiati e hanno ricevuto asilo in Italia. Si tratta di meno del 2,7% del totale. Gli altri dovrebbero essere tutti espulsi.
Un terzo degli immigrati che arrivano nel nostro paese (57.954) non ha nemmeno chiesto asilo: sono clandestini senza documenti, scomparsi chissà dove. A spacciare, con i colleghi richiedenti asilo.

Gli altri 123.842 immigrati, invece, hanno fatto domanda di asilo ma nel 61% dei casi (55.425) la richiesta è stata respinta tout court. Ad un altro 21 per cento (18.801) è stata data una cosiddetta protezione umanitaria annuale. Al 12% degli sbarcati (11.200) è stata data solo una cosiddetta protezione sussidiaria. Queste esistono solo in Italia, e vengono date quando non si sa dove rimandare il respinto.

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Pertanto i 4.940 immigrati che hanno ricevuto asilo e status di rifugiato rappresentano il 5 per cento di quelli che ne hanno fatto domanda ma solo il 2,7 per cento del numero totale di immigrati che sono arrivati in Italia durante l’anno scorso.

CONTINUANO AD ARRIVARE

Il primo trimestre del 2017 ha registrato un aumento del 30 per cento degli sbarchi rispetto allo stesso periodo del 2016, con un picco di 8.500 migranti in un solo fine settimana, quello di Pasqua.

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Nonostante il fatto che alla maggioranza (95%) degli immigrati in Italia sia stato negato l’asilo, soltanto 5.000 sono stati rimandati a casa, il che significa che più di 175.000 sono rimasti negli hotel per profughi (o altrove) in Italia. Si tratta perlopiù parte di individui che provengono da Nigeria, Pakistan, Gambia, Costa d’Avorio, Senegal, Eritrea, Mali e Bangladesh. Siriani: zero.

Oggi non si celebra il ‘Rifugiato’, oggi i culattoni dell’accoglienza celebrano il clandestino invasore. Celebrano gli stupri etnici.