VESCOVI, UNA CASTA DI MANTENUTI CHE ODIA GLI ITALIANI



“Stupisce la netta presa di posizione della Cei che invoca l’approvazione della legge che introdurrebbe lo ius soli e lo ius culturae” perché “raramente dalla Cei abbiamo sentito prese di posizione altrettanto dure e nette davanti ai tanti problemi che affliggono milioni di nostri cittadini in un’Italia che ha una disoccupazione generale all’11,5%, con una disoccupazione giovanile che sfiora il 40%, e oltre sei milioni di italiani con una pensione minima sotto i mille euro”, ha dichiarato Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato e responsabile organizzazione e territorio della Lega, secondo cui dei veri problemi degli italiani dovrebbe “occuparsi e preoccuparsi una Chiesa che vuole stare dalla parte degli ultimi, dei poveri, di chi è in difficoltà”.

“L’attuale legge sulla cittadinanza funziona, eccome se funziona – fa notare il senatore leghista – dato che in due anni abbiamo concesso 385 mila nuove cittadinanze, il numero nettamente più alto in Europa: non bastano ai nostri vescovi più di 200 mila nuovi cittadini italiani l’anno? Cari vescovi, pensate a quei tanti italiani senza lavoro, senza una casa, senza una pensione dignitosa e lasciate che sia il Pd, a corto di idee e di voti, a pensare a coltivarsi il bacino elettorale degli immigrati…”.

A noi non stupisce. Chi oggi controlla la multinazionale un tempo conosciuta come Chiesa cattolica, altro non è che il discendente diretto di uno degli apostoli di Cristo, Giuda. Solo che lui si limitò a 30 denari per la vita di un uomo, loro no. Loro se ne fanno dare 35 al giorno.

A loro non interessa il benessere del popolo. Interessa dare sfogo alla propria perversione etnica e intanto vivere nel lusso. Predicano ponti, mentre stanno dietro ai muri, perché la loro etica corrotta li porta a desiderare la distruzione della nostra civiltà: sublimano la loro mancanza sessuale nella sottomissione verso il diverso. Basta guardare i loro volti: sono dei sodomiti culturali, dei masochisti. La loro è una forma corrotta di Cristianesimo: non più il sacrificio in nome della redenzione, ma il sacrificio fine a se stesso. Il loro Dio non è il nostro, il loro dio non sta in croce, il loro dio è la croce, dove inchiodano il popolo in un rovesciamento sadico della religione.

La battaglia sullo Ius Soli non è politica. E’ tra vita e morte. E quando c’è in ballo la vita di un popolo, questo popolo ha il diritto a prendere le armi e fare la rivoluzione.



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