Famiglie ‘poliamorose’: sesso gay col fratellino



FAMIGLIE ‘POLIAMOROSE’ CHE PIACCIONO AL MOVIMENTO LGBT, STANNO DESTRUTTURANO LA PIETRA ANGOLARE DELLA SOCIETA’, LA FAMIGLIA, PERCHE’ E’ IL MODO PIU’ SEMPLICE DI INDEBOLIRE LA SOCIETA’ PER DOMINARLA

Atti sessuali sul fratellino minore e abusi tra fratelli in casa. Una vicenda choc, quella avvenuta all’interno di una famiglia residente nella marsica, emersa dopo il racconto di un amichetto di un ragazzino di 13 anni.
Una situazione surreale scoperta dai servizi sociali che da anni si occupano di una donna e dei suoi figli avuti con due diversi uomini. Sullo sfondo della vicenda un disagio psicologico da parte del fratello maggiore, di 13 anni, che avrebbe anche tentato il suicidio.

Dagli accertamenti avviati dal consultorio familiare del comune di residenza dai ragazzini, sarebbe venuta fuori una situazione allarmante di vita familiare. Quello che accadeva in casa sarebbe venuto alla luce dal racconto di un altro ragazzino, amico del tredicenne. L’adolescente avrebbe riferito di presunti atti sessuali dell’amichetto con il fratellino di soli 5 anni. Anche altri testimoni avrebbero descritto atti sessuali tra i due bambini e addirittura fra tutti e quattro i minorenni che vivono nell’abitazione. Atti che sarebbero avvenuti nei momenti in cui i bambini erano soli in casa.

Il tredicenne avrebbe inoltre raccontato di aver tentato di togliersi la vita provando a gettarsi sotto un treno. Dalle indagini eseguite, l’intero nucleo familiare è stato descritto come «multi problematico e non collaborativo con i servizi sociali».

Il padre di uno dei bambini, che vive in un’altra località poiché l’affidamento è stato concesso alla mamma del minorenne, ora chiede chiarimenti su quanto accaduto e come mai nessuno si sia accorto di nulla nonostante i controlli. Sarà necessario approfondire la vicenda con ulteriori accertamenti, ma la situazione secondo il Tribunale per i minorenni appare «gravemente pregiudiziale per la sana e corretta crescita dei piccoli». In via provvisoria e urgente, il giudice del Tribunale per i minorenni, Cristina Tettamanti, ha disposto l’affidamento al servizio sociale dei due bambini con un supporto anche di carattere psicologico e con il trasferimento immediato dei minorenni in una struttura di accoglienza. Ha stabilito, inoltre, che sarà opportuna una regolamentazione di incontri protetti con i genitori.
È stato previsto, infine, anche un ulteriore periodo di indagine sulle condizioni di vita di tutto il nucleo familiare.



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