“Mi hanno pignorato la casa”, pensionato di 70 anni ora vive per strada

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Da una settimana gira per Torino con in mano una busta, che lui stesso tratta come se fosse una reliquia. Luciano ha 70 anni e da pochi giorni la sua vita è cambiata. Ex magazziniere, in pensione da cinque anni, l’uomo si è ritrovato a inizio giugno in mezzo ad una strada, perdendo casa: a 70 anni. Invalido al 70% a causa di un investimento avvenuto 32 anni fa, quando è rimasto in coma per venti giorni, l’anziano si è ritrovato a vivere, come il genitore di un immigrato qualunque, con i soli soldi della pensione sociale. Che tutti noi sappiamo essere ridicola. Non avendo nemmeno maturato i contributi. «Con soli 448 mensili – racconta Luciano – non riuscivo a pagare sia le bollette che il cibo e le spese condominiali. Così ho rinunciato a queste ultime».

TORINO, LA APPENDINO DA’ CASA E LAVORO A 150 CLANDESTINI (QUELLI IN FOTO)

E dopo quattro anni di morosità l’alloggio che lui stesso aveva comprato gli è stato pignorato. Sul suo balcone, al secondo piano, spiccano ancora vari indumenti stesi e una bandiera della sua squadra del cuore, la Juventus. Oggetti e vestiti che lui conta di riprendersi quanto prima. «Ma adesso il vero problema è dove andare a vivere – continua Luciano -. Per tre-quattro giorni ho trovato asilo presso la parrocchia di zona ”Don Orione”, poi mi sono recato al dormitorio di Asti a chiedere una mano».

“Mi hanno pignorato la casa”. A 70 anni ora vive per strada

Luciano, inoltre, non sta benissimo: ha il diabete e alcuni problemi di vista. E il bisogno impellente di trovare un tetto dove passare le sue notti. La sua disabilità gli consente di viaggiare gratis con il treno e questo gli permette di poter fare tutti i giorni la spola tra Torino e Asti.

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«Al dormitorio mi hanno spiegato che ero troppo vecchio per essere accolto – ricorda Luciano -. Ma alla fine si sono messi una mano sulla coscienza. Per mangiare mi arrangio ma non ho nessuno che possa aiutarmi».

Chi volesse dare una mano al 70 enne può chiamare ogni giorno al numero di telefono 331/3193047

Ormai abbiamo finito le parole. A Torino, ad esempio, ci sono delle palazzine occupate abusivamente da migliaia di clandestini africani. Potrebbero essere sgomberate e dare degna e giusta accoglienza a italiani come Luciano: anzi, doveva essere così subito dopo l’osceno business delle olimpiadi invernali. Invece le hanno lasciate agli africani: che spacciano, rubano e stuprano. I Torinesi, un anno fa, hanno cacciato Fassino, anche per questo, il suo successore Appendino, ad ora, sta facendo le stesse cose.

La cruda realtà è che lo Stato non esiste. E quando esiste è impegnato contro il popolo. L’unico modo di liberare le palazzine e darle a persone come Luciano? Se lo scrivessimo farebbe irruzione la Digos, quindi lo scriviamo: presentarsi lì in qualche centinaio di patrioti armati e prenderle d’assalto. Ce lo ha scritto un poliziotto un paio di giorni fa. Questo per fare capire alle sedicenti autorità la situazione: il tempo sta per scadere.

In una nazione con un governo populista, il primo punto, sacro, dovrebbe essere che nessun italiano viva per strada. Nessuno.




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