“L’islam è incompatibile con noi, vogliono imbastardire la nostra Civiltà”



Ferdinando Camon. Intellettuale, scrittore, vincitore del premio Strega nel 1978 e autore di romanzi che hanno fatto la storia, come quel “Un altare per la madre” premiato con l’ambito riconoscimento. Almeno 17 opere e articoli su quotidiani come La Stampa, Le Monde e diversi quotidiani veneti. Già, perché Camon vive a Padova e continua a parlare del mondo che ha raccontato attraverso i suoi libri. In una recente intervista rilasciata al Foglio ha percorso tutti i temi a lui cari e dell’attualità, dalla fine del mondo contadino al senso del sacro. Passando per il nazismo, Pier Paolo Pasolini e Primo Levi. Infine, l’islam.

Sono forse queste dichiarazioni a rendere più rumorosa l’intervista dello scrittore. Camon, poco dopo l’attentato islamico alla redazione del quotidiano satirico Charlie Hebdo aveva detto che “questi sono in guerra con l’occidente e l’occidente non sa difendersi”. Oggi aggiunge una analisi in più, definendo l’islam incompatibile con il mondo occidentale. “Nessuno dei tre cardini dell’islam è compatibile con la costituzione italiana o francese o tedesca, eccetera – dice lo scrittore – Il fedele vale più dell’infedele, l’uomo vale più della donna, l’emirato vale più della democrazia, sono tre bestemmie costituzionali””. Ecco perché gli “islamici non possono essere cittadini europei”. Analisi che si avvicina a quella di alcuni intellettuali definiti “di destra”, anche se si discosta per quanto riguarda gli effetti delle migrazioni. “L’immigrazione continuerà – afferma Camon – ma in tre generazioni gli immigrati perderanno Allah. I miei contadini sono diventati borghesi, ma hanno perso Cristo”.

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Lo stesso tema lo ha ribadito in una ulteriore intervista su La Verità: “Gli immigrati perderanno questo Allah che è la fonte di tutto il loro essere e fare. Ma anche la nostra civiltà s’imbastardirà. Non sarà più una civiltà come vent’anni fa, cristiana, cattolica, costituzionalista. Già in chi accoglie questi migranti funziona l’idea, per me inammissibile, che non è indispensabile la loro adesione alla nostra Costituzione. Uno dei miei figli vive a Los Angeles. Quando ha fatto la pratica di cittadinanza, gli hanno dato il testo della Costituzione americana. Gli hanno lasciato un mese per studiarla e dopo lo hanno chiamato per interrogarlo. Non riesco a capire come a Londra possano esistere otto corti islamiche che emettono sentenze applicando la sharia. Che Stato è quello che ammette il funzionamento di un diritto altro rispetto al suo?”.



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