Pulizia etnica a Mestre, locali italiani vandalizzati: «Basta, vendo ai cinesi»

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MESTRE – «In questi anni ne ho subite di tutte i colori. A questo punto diciamo basta, vendiamo. E lo facciamo volentieri al primo cinese interessato, magari che trasformi il locale in una sala slot». Sarcasmo triste, nelle parole di Stefano Ceolin, titolare del ristorante al Palco di piazzetta Cesare Battisti. Il ristoratore, stanco di furti, atti di vandalismo e dispetti vari ha deciso di abbassare la serranda e cedere il testimone. E la sua provocazione fa rumore, se non altro perché la sua politica di mettere un calcetto al posto delle classiche macchinette slot, l’aveva reso un po’ un alfiere della convivialità in rotta di collisione con il mondo del gioco d’azzardo all’interno dei locali.

Una vicenda, quella, che gli aveva dato anche una certa popolarità, per via dell’eccesso di zelo di una pattuglia di vigili che l’aveva multato per quel calcio balilla, e che aveva richiamato al Palco anche prefetto e questore per delle sfide all’ultima marcatura. Quei tempi, però, sono lontani. Nel frattempo ci sono stati ombrelloni tagliati, uova sulle vetrate, serrature scardinate. Persino l’auto bruciata. E una cinquantina di multe.

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Insomma, la feccia multietnica fa pulizia etnica di italiani a Mestre e in altre zone d’Italia: ti costringono a venere per de-italianizzare il territorio, se non è guerra questa… Intanto qualche demente pervertito dell’accoglienza si scandalizza per cose come questa:

Questa è resistenza. Siamo in guerra.




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