Traffico ONG, Governo sapeva tutto e ha lasciato fare

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«A partire dall’autunno del 2016 spiegava Zuccaro davanti al Comitato parlamentare di controllo e vigilanza in materia di immigrazione – abbiamo registrato un improvviso proliferare di unità navali di queste Ong. Ci siamo voluti interrogare per capirne il perché e come si potessero affrontare costi elevati senza disporre di un ritorno in termini di profitto economico».

«Il Paese che ha dato vita alla maggior parte di queste Ong è la Germania, alla quale fanno capo 5 di esse: SOS Méditerranée, Sea Watch Foundation, Sea-Eye, Lifeboat, Jugend Rettet, presenti con 6 navi. Ad esempio, per quanto riguarda Aquarius, la nave di SOS Méditerranée (MSF), ci risulta che ammonti a circa 11.000 euro al giorno il costo di gestione della missione».

Una coincidenza «oggetto di indagine sottolineava Zuccaro – perché ci darebbe indicazione non necessariamente di un coinvolgimento, ma del fatto che la possibilità di accedere a questi punti di contatto fa scattare un collegamento obiettivo tra gli organizzatori del traffico e queste Ong».

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«Stanno creando un corridoio che consente un accesso in Italia, che non ci sarebbe stato se le Ong non lo avessero creato. Ma è consentito a organizzazioni private di sostituirsi agli Stati? Questi soggetti, a prescindere dal fatto che ancora non ci risulta e probabilmente non perseguiranno profitti privati, si rendono comunque responsabili del reato di cui all’articolo 12 della Bossi-Fini (trasporto ingresso illegale di stranieri in Italia), o no?».

Qualcuno ha deciso che l’Italia deve essere invasa. Resa multietnica e quindi più debole. Qualcuno che ha interessi in campo geopolitico ed economico. Dopo questa denuncia:

ONG: “Da qualche giorno governo ci ha chiesto di arretrare in acque internazionali”

Ergo, il governo è complice.




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