Drogato, la uccide su strisce ripassandole sopra: niente carcere, è abbronzato

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Continuano le decisioni contro gli italiani della magistratura. Ieri sera il gip di Varese, tal Alessandro Chionna, ha negato la misura della detenzione in carcere chiesta dal Pm, che l’ha definito pericoloso, e ha fissato per martedì prossimo l’udienza in cui verrà celebrato il processo per omicidio stradale aggravato dalla fuga. L’imputato ha già scelto il rito abbreviato, perciò beneficerà dello sconto di un terzo della pena. Perché siamo in Italia, un paese allo sbando, governato da abusivi e dove la giustizia è amministrata da una magistratura che si definisce per quello che è: non c’è bisogno di dirlo.

I genitori di Giada, Pasquale Molinaro e Stefania Marzano, che abitano a poche centinaia di metri da casa dell’investitore, dovranno così vederselo passare davanti.

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Hanno già rifiutato l’offerta di risarcimento dell’assicurazione di Jeanne, che secondo il loro avvocato sarebbe arrivata fino a un milione di euro, per non concedere attenuanti all’imputato. Non è, per loro, una questione di soldi, ovviamente. E hanno anche rispedito al mittente la lettera in cui la famiglia del cuoco mulatto chiedeva scusa per la morte della ragazza.

Era il 14 settembre 2016, quando Flavio Calogero Jeanne investì Giada Molinaro sulle strisce pedonali. Passandole sopra due volte. Il pirata della strada infatti, invece di soccorrerla fece marcia indietro e le diede il colpo di grazia, poi andò a prendere la fidanzata alla stazione e poi a mangiare una pizza. “Ho investito un cinghiale”, disse al meccanico dove portò l’auto.

Flavio Jeanne, genitori delle Mauritius è ‘italiano’ per Ius Soli. Perché anche la legge attuale lo permette dopo 18 anni.




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