Verona, apre asilo per adulti che si credono bambini: pannolino, ciuccio e maestre

Dopo gli uomini/donne intrappolati in corpi di donne/uomini e altri esempi sempre più ‘fantasiosi’, non poteva mancare la ‘tra

VERONA – Quarantenni che si travestono da bebè e si fanno coccolare dalle maestre. Ma chi partecipa – insospettabili manager, imprenditori, ma anche operai e impiegati – lo descrive come un evento «liberatorio», che permette di scrollarsi di dosso tutto lo stress della quotidianità: nessuna decisione da prendere o scadenze da rispettare, nessuno che si aspetti qualcosa. La mente si sgombra e si torna bambini. Letteralmente.

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Il 19 marzo a Verona apre l’Adult Baby Nursery. Tradotto: l’asilo nido per adulti. Il luogo è segreto – si sa soltanto che si trova in un appartamento del centro storico – e l’indirizzo esatto sarà rivelato ai partecipanti solo all’ultimo momento. A organizzarlo è l’Ab Nursery, che sul proprio sito web si presenta come «la prima realtà italiana che si occupa di cura e servizi per gli Adult Babies».

Strutturata in forma di Associazione Culturale, «si impegna ad offrire ai soci eventi, servizi e altro tipo di sostegno per vivere il proprio bambino interiore». Ma cosa accadrà realmente quel giorno? «Le Iene» hanno documentato l’attività di una struttura analoga a Roma. Le immagini, riprese con una telecamera nascosta, mostrano uomini adulti con indosso soltanto pigiamini e pannoloni, intenti a giocare con «gli amichetti» o a colorare dei quaderni in una stanza del tutto identica a un qualunque asilo nido. Le maestre leggono fiabe, li coccolano e per merenda distribuiscono omogenizzati.

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Gli ospiti si comportano esattamente come dei bebè al punto da non chiedere neppure di essere accompagnati in bagno: a cambiare il pannolone – dopo averli stesi su un maxi-fasciatoio per poi pulirli con salviettine e borotalco profumato – ci penseranno le solite maestre. Una perversione? «Non è un fenomeno legato alla malattia o alla depravazione», assicurano. E alle richieste di iscrizione, i gestori rispondono con una email che si chiude con una raccomandazione: «Se il tuo desiderio nel venire all’asilo è di tipo sessuale ci dispiace ma non accetteremo la tua richiesta». L’esperienza, per quanto stramba, evidentemente piace a tanti, visto che l’appuntamento veronese del 19 marzo è già tutto esaurito. Chi vuole frequentare l’asilo dovrà quindi aspettare la prossima apertura, il 14 maggio. Per frequentare la nursery di Verona (oltre a Roma ne esiste una anche a Milano), ciascun adult baby deve prima versare 35 euro, con bonifico bancario intestato all’associazione. In cambio, promettono «un asilo in cui sarai perfettamente a tuo agio con le maestre e con gli altri little». Pagando altri 20 euro si ha diritto al «pacchetto pret à porter», che comprende: due pannolini bianchi a strap («Taglia M o L»); un ciuccio sterile, un biberon con tettarella, e un bavaglino «pulito e stirato». «In questo modo – assicurano gli organizzatori – puoi stare sicuro che le maestre provvederanno a farti trovare tutto pronto e in ordine all’asilo». Conclusa la giornata di «svago», i frequentatori abituali potranno lasciare il kit nella nursery, pronto per essere riutilizzato al prossimo appuntamento. «Ma se per qualsiasi motivo non verrai all’asilo per due volte consecutive – avvertono – le tue cosine saranno sterilizzate e usate per altri bimbi, e dovrai richiederle nuovamente quando deciderai di tornare a giocare con noi».

Qualcuno dirà che non fanno male a nessuno. Ma sono un sintomo di una società in decadimento. Le civiltà crollano per entropia etica e morale, e anche questo ne è un esempio.

Non so se avete notato. Viviamo in una società dove i veri diritti vengono calpestati – diritto a nascere, ad un lavoro stabile, ad una pensione decente – mentre si tollerano una infinita molteplicità di ‘diritti’ che sono in realtà capricci. Servono a chi comanda a polverizzare la resistenza alla loro volontà.



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