Profugo psicolabile si lancia dal tetto: da 4 anni in hotel per profughi

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Era in Italia dal 2011, a Milano da un anno, nel centro di accoglienza per i richiedenti asilo di via Aldini. Oltre 51mila euro dopo, i suoi compagni fancazzisti e gli operatori a pagamento del centro l’hanno trovato morto in un cortile. E’ un giovane psicolabile eritreo: si sarebbe gettato da una finestra della struttura. L’Africano era uno dei tanti ‘profughi’ psicolabili in cura presso il reparto di Etnopsichiatria dell’ospedale Niguarda.

Una morte che lancia un allarme sulla pericolosità dei cosiddetti profughi che arrivano in Italia: oltre il 60 per cento ha turbe psichiche. Ed è proprio il Comune a dirlo: “C’è bisogno di strumenti più forti per affrontare il tema delle persone segnate da problematiche riguardanti il disagio psichico, persone che tra le tante difficoltà hanno sempre più bisogno di assistenza e aiuto”, spiega l’assessore al Welfare Pierfrancesco Majorino. Che ovviamente non pensa ad una soluzione semplice: non farli entrare. Almeno, non andarli a prendere in Africa.

Lo psicolabile africano era nel centro di accoglienza del Comune di Milano gestito a spese nostre da Fondazione Progetto Arca: era arrivato un anno fa, dopo aver vissuto 4 anni a Bari, da dove veniva Kabobo. Aveva fatto richiesta di protezione internazionale in Rep.Ceca, ma era stato rimandato in Italia, approdando a Milano.




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