Prof Islamico Università Milano: “Donna degna solo se indossa velo”

La Cattolica, prestigiosa Università, ha, tra i docenti di un master su storia, istituzioni e norme tal Iungo, giovane di fede musulmana.
Solo pochi giorni fa, a Torino, Iungo è stato fra i relatori di un convegno dedicato ai «Luoghi di culto nello spazio urbano della super-diversità», promosso dalla Fondazione fondo ricerca e talenti dell’Università degli studi di Torino. Ecco dove sprecano i soldi pubblici le ‘università’, nella ‘super-diversità’.

Iungo, che nel manifesto visibile in rete viene presentato come «Università Cattolica di Milano», ha tenuto un intervento su «Moschea e madrasa: culto e cultura nei processi di integrazione civile e di contrasto all’integralismo». Il curriculum dell’insegnante è già un problema per qualcuno, che non ha mancato di sollevare domande sugli studi e il percorso accademico di Iungo, che – serafico – ha risposto così: «Ho completato lo studio di diverse opere classiche della tradizione sapienziale sotto la guida di Sapienti musulmani, che mi hanno rilasciato autorizzazioni a trasmetterle: questa è la modalità tradizionale di trasmissione della conoscenza islamica», aggiungendo: «Nel frattempo, se Allah vuole conseguirò altresì una formale laurea accademica, che mi consenta se possibile di svolgere attività di insegnamento in contesti per cui è strettamente richiesta». Ma, requisiti accademici a parte (evidentemente il «pezzo di carta» non è richiesto in casi del genere) è sull’orientamento del docente che si può discutere.

Iungo si può senz’altro definire un ortodosso. «Che male c’è?» ha chiesto infatti, in proposito, nell’ambito di una discussione sulla contrapposizione fra ortodossi e laici, che lui definisce «insensata e controproducente». E ha fatto molto discutere un suo intervento sulle donne in cui, in realtà, contrapponeva le donne «culturalmente educate a coprire il capo con un velo, con dignità regale», mentre ve ne sono altre «socialmente costrette a camminare sui tacchi con penosa difficoltà». «In quest’epoca – ha poi ribadito Iungo – se una donna protegge la sua dignità indossa il velo».

Discute di tutto e tutto affronta, dal voto Usa («eleggano pure chi gli pare, quali che siano sovrani e presidenti, è sempre il re dei re a governare») al terremoto, tema su cui ha perfino avuto modo di difendere gli ultracattolici (giustamente) «scomunicati» per aver ricondotto recenti tragici eventi naturali, alle scelte politiche delle istituzioni (unioni civili). «Iungo – spiega Paolo Branca, direttore del master e docente alla Cattolica – ha fatto studi a Medina, segue molto una linea ortodossa ma è di ispirazione sufi. È stato il primo a musulmano a scrivere su Avvenire, fra l’altro un articolo molto sensato, a proposito delle moschee di Milano. Veste in modo tradizionale, ma c’è un’altra musulmana non velata, c’è una certa pluralità ma nessuno può essere accusato di avere posizioni radicali o estremistiche». «E sul velo – conclude – la sua posizione non è molto diversa da quella di un ebreo ortodosso».

Beh, se ha scritto su Avvenire possiamo stare tranquilli.



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