Don Contin: soldi accoglienza usati per le orge, adescava ragazzini

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NUOVA PUNTATA DI DON CONTIN, UNO DEI PARROCI PRO-ACCOGLIENZA COINVOLTI NELLO SCANDALO DELLE ORGE CON I PROFUGHI A PADOVA

I RAGAZZINI – «Iniziò a chiedermi di andare dietro la canonica per attirare i ragazzi che giocavano nel campo di calcio e, una volta adescati, mi costringeva ad avere rapporti con loro vicino al garage. Lui, nascosto, mi filmava».

LE PERVERSIONI – «Nel febbraio/marzo 2011 ci fu il primo rapporto sessuale in canonica che non fu dolce ma marcatamente aggressivo. Nonostante ciò mi sentivo sempre più innamorata e felice per le sue tante attenzioni».
“Ero realmente felice di ricevere tante attenzioni, fin quando mi fece leggere alcuni sms molto spinti provenienti da altre ammiratrici. Mi faceva vedere anche foto di donne nude durante atti sessuali con altri uomini. Alcune erano parrocchiane che io avevo visto frequentare la chiesa.

“Mi portò spesso nei parcheggi autostradali nella zona di Vicenza per farmi guardare uomini e donne che facevano sesso fuori dall’auto. In quel periodo mi diede anche le chiavi della canonica e mi aiutò economicamente nell’acquisto di un’auto di cui ero sprovvista.

Iniziò a essere molto esigente dal punto di vista sessuale e mi scattò delle fotografie dapprima vestita, poi parzialmente svestita, infine completamente nuda. Voleva rapporti sempre più spinti. Aveva sempre con sé una valigetta con all’interno vibratori, maschere, capi in pelle già visibilmente usati da altre donne e un giorno mi portò in un sexy shop nell’Alto Vicentino dove acquistò specifici prodotti erotici».

IL SECONDO PARROCO – «Un giorno mi portò da don Roberto Cavazzana a Carbonara di Rovolon perché mi disse che doveva salutarlo. A un certo punto mi prese la testa e me la abbassò dicendo che dovevo avere un rapporto orale. Obbedii. La stessa cosa avvenne una seconda volta, quando don Andrea mi portò a cena con don Roberto in un ristorante dei colli. Successivamente ci recammo in canonica a Carbonara di Rovolon dove abbiamo avuto un rapporto sessuale a tre».

I carabinieri di Padova stanno analizzando i conti e i bilanci di Casetta Michelino, il centro di accoglienza Pontevigodarzere di cui il sacerdote è stato fondatore. La struttura beneficiava di finanziamenti regionali e comunali, e questo impone una ricostruzione contabile completa. Il buco nella gestione potrebbe sfiorare – secondo Il Gazzettino – i tre milioni di euro.

LA DOMANDA: PERCHE’ E’ ANCORA A PIEDE LIBERO?

La Chiesa dovrebbe chiudere tutte le parrocchie del padovano per lutto. Quello che è accaduto è di una gravità inaudita e si colloca, perfettamente, nell’ambito di un bergoglianesimo spogliato dalla fede.

Quando sentite un vescovo, un prete o anche il loro boss parlare di ‘accoglienza’, pensate a Don Contin e alle sue orge in canonica con i profughi.




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