ROMA: ESERCITO DI 5 MILA CLANDESTINI OCCUPA EDIFICI, SPACCIO E DEGRADO DILAGANO

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Sono circa 5mila i fancazzisti accolti come ‘profughi’ che vivono da anni in edifici occupati a Roma. Molti sono veri e propri clandestini, altri hanno il ‘permesso umanitario’ ma dopo anni di mantenimento sono ‘liberi’: si sommano ai quasi 6mila assistiti a spese nostre in centri autorizzati, della Prefettura e del Comune. Tipo quelli della Croce Rossa, covi di spacciatori e stupratori.

Si tratta di edifici occupati abusivamente, che dovrebbero essere destinati all’accoglienza di italiani senza casa. Erano stati inseriti in un elenco stilato dal Comune (giunta precedente) di 16 immobili da sgomberare entro l’anno scorso. Una lista che lo stesso capo della polizia Franco Gabrielli, allora prefetto della Capitale, ha nominato nei giorni scorsi durante l’audizione davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle periferie, sottolineando come nonostante il suo ‘impegno’ per raggiungere quell’obiettivo – soprattutto per motivi di sicurezza, vista la precarietà degli stabili – tutto sia rimasto come prima. Il suo impegno è stato solo sparpagliare fancazzisti per Roma e manganellare chi non li voleva.

Al Selam Palace di via Arrigo Cavaglieri, alla Romanina, ad esempio, si è appena entrati nell’undicesimo anno di occupazione. Nei mesi scorsi la polizia ha svolto un controllo per identificare gli occupanti – lo stesso è stato fatto per molte altre strutture simili sparse per la città – anche in funzione di prevenzione antiterrorismo nel corso del Giubileo straordinario. Un censimento che ha accertato che all’interno vivono circa 700 ‘profughi’: sono tutti in regola con la richiesta di asilo politico e il riconoscimento dello status che li potrà portare al permesso di soggiorno. Il che significa che sono clandestini che hanno fatto ‘richiesta’ per non essere espulsi: Stato ridicolo.

Stesso scenario in via Collatina 385, altra storica occupazione, controllata anch’essa dalle forze dell’ordine con centinaia di identificazioni. Parabole tv alle finestre, collaborazioni che assistono gli ospiti, molti fancazzisti eritrei e somali fra i circa 600 invasori che vivono dal 2004 nell’ex sede dell’Inpdap. Come avviene anche in pieno centro, in via Curtatone, traversa di piazza Indipendenza, dove invece nei locali immensi del palazzo gioiello, ex sede della Federconsorzi, accanto al quale campeggia lo striscione «Siamo migranti, non terroristi». Siete occupanti.

Ma poi ci sono anche molti altri edifici occupati da fancazzisti che attendono ormai da anni una risposta dalle istituzioni, senza contare chi – come i «transitanti» rimasti fuori sia dall’ex centro Baobab di via Cupa (prima sequestrato, ora distrutto da un incendio) sia dai centri d’accoglienza – si accampa sotto i cavalcavia. E intorno alla stazione: generano degrado.

Intanto il governo cerca altri 5mila posti dopo i bandi chiusi a dicembre. E’ tempo di rivoltare i parassiti che stanno occupando lo Stato. Con le buone, se possibile, con le cattive, se necessario: perché ci stanno vendendo allo straniero.




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