FIRENZE, AFRICANI BLOCCANO STRADA E INGRESSO MUSEO: “VOGLIAMO CASA”

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FIRENZE — E’ stato aperto un ingresso secondario in palazzo Strozzi a Firenze per permettere ai visitatori l’ingresso, dopo l’occupazione, questa mattina, delle scale d’ingresso da parte di una cinquantina di fancazzisti africani, tutti stranieri che vivevano nel capannone di Sesto Fiorentino dove la notte scorsa si è sviluppato un incendio. Da loro appiccato.

La presenza dei fancazzisti ha anche causato problemi al traffico, visto che invece di sgomberarli, gli agenti della municipale li hanno osservati mentre bloccavano le auto: ordini di Nardella, la copia sbiadita di Renzi.

Gli africani avevano uno striscione: ”Ali è morto per colpa dello Stato”. La scritta fa riferimento ad Ali Muse, il 35enne somalo deceduto nel rogo divampato nel capannone. I manifestanti hanno chiesto scusa per l’occupazione improvvisata: “Ci scusiamo per il disagio che stiamo provocando, non ce l’abbiamo con voi ma con lo Stato italiano”.

No, la colpa è vostra, perché dovete tornarvene da dove siete venuti. E di Renzi, che vi ha raccattati a migliaia per poi scaricarvi sulle spalle degli italiani.

Al presidio di protesta ha partecipato anche una rappresentanza del Movimento di lotta per la casa, degli immigrati. Nel frattempo all’Osmannoro sono state installate tende provvisorie dalla protezione civile e dal Comune di Sesto Fiorentino per accogliere i somali. A spese dei contribuenti.

Intanto il direttore della Fondazione Palazzo Strozzi Arturo Galansino è intervenuto con una dichiarazione su quanto accaduto e sulla posizione della Fondazione rispetto alla protesta: “L’arte è veicolo di sensibilizzazione e confronto – ha detto Galansino – i manifestanti hanno visto nella figura dell’artista e nelle opere in mostra un grido per la loro protesta, riconoscendone il grande valore simbolico”. Un altro che quando apre bocca fa fuggire i due o tre neuroni che gli sono rimasti.




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