Unità: dopo 300 milioni di soldi pubblici, è di nuovo in crisi e ora licenzia



«La situazione all’Unità precipita». Lo rende noto il cdr dell’Unità, spiegando che «in modo assolutamente unilaterale l’amministratore delegato, Guido Stefanelli (attraverso una delegata dell’azienda Pessina), oggi ha annunciato di voler dare il via a licenziamenti collettivi senza ammortizzatori sociali, anziché proseguire nella trattativa con il sindacato per la trasformazione di articolo 1 in articoli 2». «Licenziamenti ai quali – prosegue il cdr – il direttore Sergio Staino ha detto volersi opporre fermamente».

«Non possiamo tollerare – si legge in una nota – la violenza e la totale mancanza di rispetto nei confronti della rappresentanza sindacale di un’azienda che oggi, a ventiquattro ore da un’assemblea dei soci decisiva per il futuro de l’Unità, ha deciso di inviare ad un incontro fissato da tempo una rappresentante delegata, che nulla ha a che vedere con l’azienda di cui siamo dipendenti, per comunicarci l’intenzione di procedere immediatamente con una riduzione del personale senza percorrere la strada degli ammortizzatori sociali. In una parola: licenziamenti».

«Sia chiaro all’azienda – conclude la nota – siamo pronti a difendere i nostri posti di lavoro e il nostro futuro in ogni ambito, compresi i tribunali della Repubblica a cui chiederemo di fare luce su questi diciotto mesi di gestione… Vogliamo ribadire che la responsabilità di questa situazione non è nostra e che, dunque, non possiamo essere noi a pagarla. I colpevoli hanno nomi e cognomi e ne risponderanno in tutte le sedi».

«Ricordo ai Pessina (i soci di maggioranza della società Unità Srl, ndr) – aggiunge il condirettore e deputato del Pd Andrea Romano – che l’Unità non è un autobus dal quale si sale e si scende a seconda della convenienza. È stato preso un impegno e va rispettato. Il Pd (socio di minoranza al 20%, ndr) farà tutto quello che è in suo potere per cercare di risolvere la situazione».

Si prepara un’altra bella mangiata di soldi dei contribuenti. Abbiamo mantenuto l’Unita – tutti noi – per anni a pubblicare le più strampalate bufale:

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In 24 anni, dal 1990 al 2013, come testata del Partito comunista (Pci), del Partito democratico di sinistra (Pds) e dei Democratici di sinistra (Ds), utilizzando tutte le fonti di finanziamento messe a disposizione dal dipartimento per l’Editoria della presidenza del Consiglio, l’Unità ha ricevuto dallo Stato (dai contribuenti) oltre 152 milioni di euro. Una media di 6,3 milioni all’anno, oltre 500 mila euro al mese, 17 mila euro al giorno. Punta massima di contributi pubblici quella record toccata nel 1995, quando arrivò ad incassare ben 8 milioni 883 mila euro:

CONTRIBUTI PUBBLICI A L’UNITA’

(1990-2013)

1990 5.474.443,13

1991 8.469.893,14

1992 8.056.727,62

1993 8.263.310,38

1994 8.856.655,31

1995 8.883.058,66

1996 8.263.310,38

1997 7.436.978,61

1998 5.624.687,23

1999 5.343.263,07

2000 3.974.831,52

2001 6.201.727,64

2002 6.507.356,94

2003 6.817.231,05

2004 6.507.356,94

2005 6.507.356,93

2006 6.507.356,94

2007 6.377.209,80

2008 6.377.209,80

2009 6.377.209,80

2010 5.656.442,55

2011 3.709.854,40

2012 3.615.894,65

2013 2.664.633,13

tot 152.473.999,62

Non solo, lo scorso anno, grazie ad una legge di Prodi, i contribuenti si sono sobbarcati anche i debiti dell’Unità:

L’Unità, pagati con soldi pubblici i 107 milioni di debiti della vecchia gestione

Quante cose si potevano fare, con quasi 300 milioni di euro, invece di regalarli al giornale del Pci-Pds-Ds-PD?



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