Antonio, da tre anni vive in auto: cenone sul cofano della Fiesta

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Antonio ha sessanta anni, alle spalle un’impresa del settore meccanico ora chiusa, nessuna famiglia che lo assista. E una casa lasciata chiusa in provincia. Vive ad Avellino da tre anni nella sua Fiesta amaranto, in giro per la città. Ora è fermo davanti ad una chiesa in collina. Il clima mite lo ha risparmiato fino ad oggi. Ma il suo Natale è stato con il cenone sul cofano dell’auto. I francescani e le Vincenziane, insieme ai residenti del quartiere lo aiutano, ha un bagno e lui si fa la barba e lava i panni che stende sulle siepi. Ma non basta: vorrebbe un garage: “Posso pagare 100 euro al mese”.

“La giustizia non mi ha aiutato”, dice. Non vuole la carità insomma, ma chiede che gli vengano risolti i problemi in sospeso che in passato lo hanno oppresso fino a ridurlo a “uomo che con dignità protesta contro l’ingiustizia”.

Intanto Avellino e provincia accolgono, in hotel, migliaia di giovani fancazzisti africani. Quelli che, secondo Boldrini, fuggono dalla guerra in Siria. Loro il Cenone lo hanno fatto e lo faranno comodi, a spese nostre.




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