ABBATTUTO ISLAMICO CHE INVIO’ FIGLIA A FARSI ESPLODERE – IMMAGINI

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Abu Nim, il padre islamico di Damasco, in Siria, che ha mandato la sua bambina imbottita di esplosivo in una stazione della polizia e poi l’ha fatta esplodere a distanza, è stato ucciso dalle forze speciali del governo di Assad:

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L’esplosione della bambina-kamikaze causò il ferimento di 3 soldati. Ovviamente lei venne completamente fatta a pezzi:


PADRE INVIA BIMBA KAMIKAZE A FARSI ESPLODERE – VIDEO CHOC

Una delle due bambine è quella che, la settimana scorsa, è entrata in una stazione della polizia nel centro di Damasco ed è saltata in aria a causa di una cintura esplosiva probabilmente comandata a distanza.

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Il filmato amatoriale è stato girato in una stanza in penombra. L’uomo, con una lunga barba nera e una mitragliatrice sulle gambe, è seduto con le due bambine in braccio e la bandiera nera dei jihadisti di al Nusra alle spalle. Le bambine indossano un velo nero che lascia scoperto solo il viso. Al Arabiya sostiene che il padre sia Abu Nimr, un ex membro del Fronte al Nusra originario della Ghouta, regione alle porte di Damasco.

“Dove agiremo oggi?”, chiede in arabo a una delle bambine, che con il volto triste e tono intimidito gli risponde: “A Damasco”. “Non hai paura?”, la incalza il padre. “No”, risponde la bimba con un filo di voce. “Questa non è un’azione da uomini? – continua l’uomo – Lo facciamo perché gli uomini sono scappati sugli autobus (un riferimento all’evacuazione di Aleppo, ndr). Tu vuoi consegnarti, così gli infedeli ti stuprano e ti uccidono?”. “No”, risponde la bimba sempre più intimidita. “Vuoi ucciderli tu nelle fiamme?”, la incalza il padre. “Sì”. “Perché la nostra religione è una religione di orgoglio, non è così?”, dice ancora l’uomo e la bimba gli risponde di nuovo di sì.

Quindi si rivolge alla seconda bambina, più piccola della prima. “Tu, figlia mia Islam, agirai con noi oggi? Non hai paura di loro?”. “No”, risponde. “No – aggiunge il padre – perché stai andando con Allah. Non è così, grazie a Allah?”. Quindi l’uomo incita le due bambine a ripetere con lui “Allahu Akbar”, “Allah è grande” in lingua araba, lo slogan usato dagli estremisti prima di compiere attentati. Le due bambine, con un sorriso triste, lo assecondano.




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