CAOS ISLAMICO A BERLINO: CACCIA A PROFUGO TUNISINO GIA’ ESPULSO

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Secondo Der Spiegel online la polizia sta cercando un tunisino di 24 anni, Anis A. in quanto coinvolto nell’attacco di Berlino. Il sito precisa come “sotto il sedile del guidatore” del Tir “gli inquirenti hanno trovato un documento di espulsione” emesso per “un un cittadino tunisino di nome Anis A., nato nel 1992 nella città di Tataouine”. Il sospetto comunque “sarebbe noto anche con due altri nomi”.

L’autista polacco del Tir utilizzato per la strage di Berlino “ha lottato fino all’ultimo” con l’attentatore e sarebbe stato “ancora in vita, nella cabina, al momento in cui il mezzo ha investito la folla”, probabilmente evitando una strage peggiore.

Prosegue intanto la caccia all’attentatore islamico. Dopo il profugo pachistano con precedenti penali rilasciato martedì, anche un secondo fermo compiuto dalle autorità si è rivelato “sbagliato”. La polizia è sulle tracce in Nordreno-Vestfalia di un tunisino di 24 anni, i cui documenti sono stati ritrovati nel mezzo usato per la strage, cercando anche tra i feriti in ospedale. Un altro profugo.

Il terrorista “ha colpito più volte con un coltello” il 37enne polacco cui aveva rubato il Tir, il quale “si sarebbe aggrappato al volante” cercando di deviare il veicolo. Quando il veicolo si è fermato, l’attentatore avrebbe ucciso l’autista con un colpo di pistola e sarebbe scappato, sottolinea la Bild.

“Attentatore forse già all’estero” – C’è un forte sospetto che l’uomo sia armato e il timore che possa già aver lasciato la Germania e abbia avuto vita facile nella fuga dal luogo dell’attentato, magari utilizzando la rete metropolitana. Si trattano però, al momento, solo di diverse ipotesi al vaglio degli inquirenti, che non sono ancora in grado di stabilire se abbia agito un solo uomo o più persone.

Media: polizia cerca attentatore tra i feriti – Secondo altre ipotesi investigative, invece, la polizia sta cercando l’attentatore fra i feriti in tutti gli ospedali della capitale tedesca. Lo riferisce il sito dell’emittente pubblica regionale Rbb.

Caccia a un tunisino in Nordreno-Vestfalia – La polizia sta dando la caccia a un cittadino tunisino che sarebbe in qualche modo coinvolto nella strage. Ancora non è chiaro, però, il suolo effettivo. Secondo Der Spiegel online, l’uomo si chiama Anis A. e aveva ricevuto un permesso per restare in Germania ad aprile, ma era stato classificato come soggetto “pericoloso” dalle autorità. Era sotto osservazione per i suoi legami con il predicatore Abu Walaa, accusato di estremismo islamico, e a dicembre era riuscito a far perdere le sue tracce. Secondo il quotidiano ha utilizzato tantissime diverse identità. Il giovane possiede inoltre diversi passaporti ed era noto alla polizia per lesioni personali gravi. Secondo Die Welt, “sotto il sedile del guidatore” del Tir “gli inquirenti hanno trovato un documento di espulsione” emesso per “un cittadino tunisino di nome Anis A., nato nel 1992 nella città di Tataouine”. Il sospetto “sarebbe tuttavia noto anche con due altri nomi”.

La tv N24 ritiene che “sia possibile un’azione della polizia” in Nordreno-Vestfalia, nell’ovest della Germania, “per catturare la persona ricercata”. Secondo quanto riportato da N24, “il giovane avrebbe vissuto in un centro accoglienza profughi di Kleve”, cittadina di 50mila abitanti al confine con l’Olanda e distante oltre 600 chilometri da Berlino.

Nuovo fermo, ma sbagliato – A testimoniare la difficoltà nelle indagini è anche la notizia di un nuovo fermo avvenuto nelle prime ore di mercoledì mattina. “Anche questo fermato non è risultato essere l’autore” dell’attacco con il Tir al mercatino di Natale della Breitscheidplatz, spiega però sempre la Rbb. Martedì era stato rilasciato un profugo pakistano su cui si erano concretizzati sospetti della prima ora.




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