Berlino, caccia nei quartieri islamici: ma il ministro di Stato è islamico

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La polizia tedesca è sulle tracce dell’attentatore che lunedì sera ha colpito Berlino lanciando un tir a tutta velocità sui passanti che affollavano i mercatini di Natale vicino alla Kunfunsterdamm.

Il principale indiziato è un richiedente asilo tunisino ventenne, i cui documenti sono stati ritrovati sulla carcassa del camion abbandonato sul luogo del delitto. Qualunque sia la sua vera identità, l’uomo è in fuga, molto probabilmente armato e forse ferito.

L’attenzione degli inquirenti si concentra sul profilo di Anis A. Entrato in Germania nell’aprile 2016 come richiedente asilo, il maghrebino sarebbe stato in contatto con l’iracheno trentaduenne Abu Walla: un predicatore misterioso arrestato a novembre con l’accusa di indottrinare i giovani alla jihad.

Il raid in cui, insieme ad altri estremisti, è stato arrestato Abu Walla ha avuto luogo in due Stati chiave nella lotta all’islamismo radicale in Germania: la Bassa Sassonia e soprattutto il Nord Reno-Westfalia.

Due regioni fra le più ricche e sviluppate del Paese, dove hanno sede le più importanti concentrazioni industriali tedesche e dove si sono raccolte anche le più grandi masse di immigrati entrati in Germania negli ultimi 15 mesi.

Nord Reno-Westfalia: la roccaforte degli islamisti
Proprio in Nord Reno-Westfalia si trovano inoltre le più importanti comunità di salafiti: gli islamici radicali – che spesso sono tedeschi convertiti – noti per seguire uno stile di vita integralista che dice di ispirarsi ai primi discepoli di Maometto. Le roccaforti di questi gruppi radicali sono ormai note: Solingen, Wuppertal, Herford.

Qui hanno avuto luogo i più violenti scontri di piazza fra islamisti e neonazi, sin dai primi anni Duemiladieci. Qui, ad esempio era nata la polizia della sharia: le ronde degli islamici radicali che predicavano contro lo stile di vita dissoluto di chi andava a ballare, a prostitute e beveva alcol.

Ispiratore di queste ronde era stato il predicatore islamico Sven Lau, intervistato da Gli Occhi della Guerra poco prima che venisse arrestato per sospette attività terroristiche nel dicembre 2015. Sven Lau risiedeva proprio a Dusseldorf: uno dei vertici del triangolo con Colonia e Dortmund dove si concentrano le comunità islamiche più radicali della Germania.

Ed è proprio fra i membri di queste comunità radicali che gli inquirenti starebbero cercando elementi utili per trovare i responsabili della strage di Berlino

Del resto, la città Stato di Berlino, capitale tedesca, ha un ‘segretario di stato’ – una sorta di ministro degli esteri – islamico.

Si chiama Sawsan Chebli, ed è figlia di un immigrato palestinese: un pio islamico che non sa leggere, scrivere e parlare in tedesco.

La nomina da parte della coalizione al potere – ex comunisti DDR, Verdi e alleati del PD in Europa – dell’immigrata islamica ha destato scalpore, soprattutto per una sua dichiarazione nella quale ha detto che “la sharia è compatibile con la costituzione tedesca“. La sharia, legge islamica, prevede la lapidazione delle adultere – che possono essere donne non sposate che frequentano un uomo – e la decapitazione degli apostati.




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