SARDEGNA RIPOPOLATA CON DI 10MILA AFRICANI, UE: “NON SONO TANTI”



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Oltre novemila fancazzisti africani sono stati scaricati in Sardegna nel 2016, quasi il doppio rispetto al 2015 (5.500): è il ripopolamento vantato dal governatore PD Pigliaru che, come Poletti, si è detto felice dei giovani locali in fuga. Nel triennio sono arrivati nell’Isola oltre 17mila migranti.

Ma cosa fanno UE e Governo? Un convegno. “La Sardegna e i migranti: le politiche europee, le proposte delle realtà locali”. Siamo governati da dementi e criminali.

Il convegno è stato organizzato da Europe direct Sardegna, organizzazione per il ripopolamento locale. Presente Marc Arno Hartwig, definito dai media “team leader dell’Hotspot Team Italia della direzione generale Migrazione e Affari interni della Commissione europea”: il cazzaro che si occupa dell’invasione.

“Siamo vicini all’Italia e alla Sardegna – ha detto Hartwig – l’Europa è al lavoro. Noi, innanzitutto, giriamo per l’Italia e per la Grecia cercando di dare indicazioni e suggerimenti”. Danno suggerimenti.

“Cosa fa l’Europa per dare supporto? C’è un’agenda europea sulla migrazione istituita nel 2015. Abbiamo mandato tanto personale, più di 400 persone, dell’agenzia Frontex in Italia”. Per raccattare ancora più clandestini e scaricarli a casa nostra

“Nell’Isola – ha aggiunto Hartwig – ci sono oltre 5.400 migranti, non mi sembra una cifra così elevata. Anche per quanto riguarda gli sbarchi il porto di Cagliari non è certo ai primi posti: basta confrontare i dati con quelli degli scali siciliani”. Insomma, non lamentarti dello stupro, c’è chi è stata stuprata due volte.

Dalla prefettura un bizzarro invito: “Se lavoriamo tutti insieme – ha sottolineato Carolina Bellantoni, viceprefetto vicario – possiamo gestire meglio questa situazione. In questi tre anni d’altra parte non ci sono stati episodi rilevanti di criminalità legata a questo fenomeno.
Le uniche proteste sono arrivate per la presenza massiccia in piazza Matteotti a Cagliari. Legata più che altro al fatto che in quell’area, grazie al wi-fi, i migranti avevano modo di comunicare con le loro famiglie”.

Le molestie, le aggressioni, i furti e i pestaggi di questi giorni non esistono nel meraviglioso mondo dei prefetti parassiti.



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