Devasta gli spogliatoi dei profughi: “Lo rifarei subito”

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“Non ho rimorsi per quello che ho fatto e per quello che è successo, lo rifarei anche oggi stesso. Il mio è stato un gesto di ira, di rabbia, un messaggio a difesa dei tanti cairesi in difficoltà. Sono stato accusato di razzismo, ma il razzismo, invece, come dimostra la partita di calcio di ieri, è al contrario, verso noi italiani”.

Il giorno dopo, a mente fredda, Corrado Brin torna sul movimentato episodio di ieri avvenuto nello stadio intitolato al padre, Cesare Brin, nel quale ha devastato gli spogliatoi della struttura comunale cairese dopo aver visto una partita di calcio tra profughi: “Quando ho visto quei clandestini giocare sul campo intitolato a mio padre, vestire quelle magliette, indossare scarpe di lusso, mi è salito il sangue al cervello pensando ai genitori dei bambini cairesi che pagano 300 euro all’anno per il settore giovanile della Cairese, pensando ai giovani e agli anziani in grave difficoltà…”, racconta Brin.

“Non penso affatto di avere esagerato, ero troppo indispettito dalla situazione e dopo la lite con l’assessore cairese e altre persone presenti ho sentito il bisogno di sfogarmi, non volevo fare male a nessuno: è stato un gesto d’impeto e di rabbia, anche se sono contento di aver festeggiato il compleanno in questo modo e non temo le conseguenze giuridiche o penali per il mio gesto” aggiunge ancora.

“Quello che è avvenuto ieri è stata una offesa a mio padre, in primis, una offesa ai cairesi e agli italiani: quelli che giocavano erano clandestini, non profughi…Tra l’altro se il sottoscritto e qualche amico volessimo giocare a calcio non sarebbe possibile ottenere il campo comunale, dicendoci di andare a quello di San Giuseppe, ma loro invece giocano tranquillamente, alla nostra faccia…”.

Quanto al “sostegno” al suo gesto incassato dal segretario comunale della Lega Marco Moraglio: “Quello che ho fatto è stato condiviso da molti e molti la pensano così, infatti il mio è stato un messaggio forte e chiaro: certe situazioni non si possono più sopportare!. Tuttavia non vedo la polemica politica, non cerco consenso o visibilità per le elezioni, voglio essere chiaro…” conclude Corrado Brin.




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