Coppia senzatetto fa irruzione in centro profughi armata di bastoni: «E questo è solamente l’inizio».

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Troppi furti in zona, dopo che sono arrivati ‘loro’. E poi a loro, gli Africani, accoglienza gratuita e lo smartphone nuovo, mentre a loro, coppia loca, la strada. Così, domenica pomeriggio, attorno alle 16, mentre alcuni di loro gozzovigliavano e altri facevano la doccia, altri riposavano dopo una lunga mattinata di ozio, un cittadino è entrato nei locali attigui alla chiesa del Cuore Immacolato e si è preso il cellulare nuovo fiammante di uno di loro e se n’è andato urlando: «E questo è solamente l’inizio».

E infatti dopo qualche ora ha fatto irruzione la compagna dello sbandato, questa volta armata di bastone. Ha sferrato un colpo alla porta finestra d’ingresso mandando in frantumi il vetro. I cocci sono finiti sin sopra i letti a castello dove erano sdraiati i fancazzisti africani.

«La gente non riesce a capire quanto sia prezioso un telefonino per questi ragazzi – dice una delle collaborazionisti che li coccola insieme al parroco – è l’unica possibilità di mantenere un contatto diretto con la propria famiglia. E questo è il motivo per cui, magari rinunciano al cibo o ai vestiti, ma non possono fare a meno di uno smartphone». Ma certo, è ovvio, fuggono dalla guerra dove lasciano, ovviamente, mamme, figlie, sorelle e moglie. E’ normale, no?

Ora per questo ragazzo sarà di vitale importanza recuperare il proprio numero, perché i familiari cercheranno di contattarlo a quel recapito, dice sempre la fanatica: ma allora non c’è la guerra, da dove viene, visto che i familiari possono chiamarlo?

«Abbiamo già attivato una colletta per ricomprare il cellulare – dicono le volontarie – e verrà formalizzata una denuncia ai carabinieri per l’accaduto».

I dieci somali erano ospiti nel centro di accoglienza di via Planargia fino ad ottenere non si sa come lo status di rifugiato, mentre hanno famiglie in mezzo alla ‘guerra’. A quel punto sono diventati liberi cittadini, e hanno dovuto lasciare la struttura. Si sono ritrovati a dormire per strada, sotto la tettoia della chiesa del Buon Pastore. Ma a differenza dei senzatetto locali, per loro si sono mobilitati alcuni collaborazionisti chiesaioli assieme al gestore a pagamento del centro di accoglienza e ai parroci del Cuore Immacolato, sono riusciti a dare un tetto provvisorio a questi fancazzisti con le famiglie sotto le bombe da cui sono fuggiti. Per scherzo.




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