La Fedeli propone 200 milioni di euro per insegnare ad alunni che esistono 52 sessi

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Valeria Fedeli, laureata in fregnologia politica e grande supporter del gender, ha proposto un paio d’anni fa di spendere ben 200 milioni di euro per rieducare i professori all’ideologia transgender.

Scopo del suo disegno di legge 1680 era (è) imporre a docenti e a studenti che i sessi non sono due ma ben cinquantadue. Non solo maschi e femmine – a suo parere “identità costrette”, non naturali – ma LGBTHJKHKYTUTYUTYYTNKJHKJHKJHKJHKJHKHKHKJ+++

In questo è comunque ‘antica’, infatti secondo Facebook e esperti più progrediti di lei i sessi sono addirittura 56:

Declino dell’Occidente: per Facebook i sessi sono ’56’

Lo scopo è sempre ‘lodevole’ a prima vista, ovvero adottare a scuola misure e contenuti per “eliminare stereotipi, pregiudizi, costumi, tradizioni e altre pratiche socioculturali fondati sull’impropria identità costretta” in ruoli già definiti dalle persone in base al sesso di appartenenza”. Ma nasconde il tentativo di imporre ai bambini il concetto che nulla è vero, e tutto è mobile: anche la propria identità. Questo ha profonde implicazioni: insieme all’immigrazione è un tentativo di scardinare la società indebolendola nelle sue convinzioni.

“L’impropria identità costretta” sarebbe poi la famiglia coi “ruoli già definiti” di padre, madre, figlio, figlia. Sostituita da ‘famiglie’ poligamiche, gay e multirazziali.




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