FERMO: MANCINI COSTRETTO A PATTEGGIAMENTO DA MAFIA DI PALAZZO

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Il Sistema vuole che si chiuda in silenzio il caso del clandestino/mafioso nigeriano morto a Fermo il 5 luglio scorso, per il pugno di un fermano in precedenza aggredito a sprangate da lui e dalla moglie. Perché i politici hanno tutto da perdere. E allora Mancini, come abbiamo scritto giorni fa, è stato costretto a chiedere il patteggiamento, sebbene sia innocente secondo molteplici testimoni e perizie.

I magistrati non possono far sfigurare l’intrallazzatore locale don Euro, al secolo mister Redattore Sociale. Né Boldrini, Boschi e Alfano, tutti in fila a rendere omaggio al nigeriano morto, di fianco ai membri della Mafia nigeriana Black Axe.

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Ieri infatti è stato raggiunto un accordo tra la difesa e l’accusa sulla richiesta di patteggiamento di Amedeo Mancini, ora accusato di omicidio preterintenzionale per la morte del clandestino nigeriano Emmanuel Chidi Nnamdi.

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CASO FERMO – DOSSIER – CLICCA

L’accordo costringerà Mancini a 4 anni di arresti domiciliari con il permesso di allontanarsi per 4 ore al giorno e lavorare così ai suoi campi. La difesa aveva chiesto di eliminare le aggravanti di recidiva, futili motivi e quella razziale, mentre il pm ha voluto mantenere quella razziale: lo imponeva la politica. L’eliminazione di due delle tre aggravanti e il riconoscimento dell’attenuante della provocazione hanno così permesso di ridurre la pena da 10 a 4 anni. A decidere se ratificare o meno la decisione spetterà al gup Maria Grazia Leopardi in una prossima udienza.

E’ uno schifo. Mancini non aveva abbastanza soldi per opporsi alla potenza del Sistema. Un agglomerato di interessi che non abbiamo timore a dire parte dal Quirinale e finisce alla locale procura della repubblica.




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