LA RIVOLTA DEGLI 80 SINDACI ANTI-PROFUGHI

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TREVISO – Mentre alcune decine di sindaci PD – e la Raggi – si sono ritrovati in Vaticano dove hanno firmato una ‘intesa per la accoglienza’, ottanta sindaci trevigiani si uniscono alla rivolta anti profughi: niente carte d’identità ai clandestini.

Ha iniziato, tre giorni fa, Oderzo, nel Trevigiano: il primo cittadino leghista Maria Scardellato si è rifiutata di iscrivere all’anagrafe i profughi arrivati nel suo paese. Giovedì Scardellato ha ricevuto il pieno appoggio del governatore Luca Zaia, e ieri anche i big regionali di Lega e Liga Veneta, Gianantonio Da Re e Massimo Bitonci, hanno chiamato alla rivolta gli 80 sindaci leghisti della Regione.

Quello che sembrava un gesto di ribellione isolato è diventato solo il primo passo di una vera e propria ribellione che ora potrebbe contagiare decine di amministrazioni comunali. A Oderzo l’ex caserma Zanusso ospita quasi 400 fancazzisti, ma gli standard normativi direbbero che c’è posto solo per 280. Non si tratta dell’unica situazione “al limite” in Regione. I grandi hub dell’accoglienza sono tanti focolai di tensione e protesta (nei giorni scorsi, nel Trevigiano, sono comparsi striscioni contro i migranti all’esterno dei principali siti di accoglienza). Per Da Re, segretario regionale del Carroccio, quello del sindaco Scardellato è un «atto di disobbedienza civile» contro cui è necessario alzare la voce: «Chi sono queste persone che popolano in numero sempre più consistente le caserme e gli appartamenti gestiti dalle cooperative? Da dove provengono? Qual è la loro storia? Hanno precedenti penali? Quanti sono in Veneto? Quanti ne dovremmo accogliere ancora? Da mesi poniamo alle Prefetture sempre le stesse domande e non abbiamo ottenuto mai alcuna risposta. Ribellarsi è il minimo».

Il problema, come avevano spiegato sia Scardellato che Zaia, è che conferire una carta d’identità a persone di cui non si sa nulla rischia di mettere nei guai, per primi, proprio i sindaci. «Non si devono rilasciare documenti ai clandestini, anche se hanno fatto domanda di riconoscimento dello stato di profugo», conferma Massimo Bitonci, presidente Liga Veneta, «invieremo a tutti i sindaci e a tutti gli amministratori locali leghisti, siano in maggioranza o all’opposizione, una mozione da approvare in sede di consiglio per dire no a questo ennesimo sopruso. Nessun diritto e documento a chi non ha ottenuto lo status di rifugiato. I nostri Comuni non possono pensare di caricarsi del costo sociale di questi stranieri che sono entrati illegalmente nel nostro territorio. Non saranno i nostri sindaci a fornirgli documenti con valore legale».




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