Milano: Comune dà via libera ad occupazione case private

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L’assessore al Welfare la buttà lì, e scatena un putiferio. «In questi giorni – ha scritto su Facebook – sto incontrando alcune realtà legate ai percorsi di occupazione e autogestione degli spazi. Discutiamo di questioni legate a dare un tetto a chi è senza casa. E a come affrontare il problema di tanti che non ce la fanno». Mi pare, continua l’assessore Pd della giunta Sala, «che in diverse di quelle esperienze ci sia una volontà assolutamente positiva per la città. Sono contrario alle occupazioni delle case popolari, anche quando estranee al racket, poichè in quel modo si toglie l’appartamento a chi aspetta in graduatoria. E al contempo non posso non vedere che nelle nostre aree metropolitane alcune esperienze si stanno radicando in luoghi privati in disuso. Lì, ci piaccia o meno, svolgono una funzione anti-degrado. Credo sia bene iniziare a parlarne apertamente».

Reagisce il consigliere di Forza Italia Silvia Sardone: «Proprio non ce la fa Majorino a discostarsi dalla sua mentalità PolPottiana che gli fa vedere la proprietà privata come il fumo negli occhi. Occupare è sempre e comunque un reato e non vi è nulla di positivo nell’imporre con la prepotenza la propria presenza all’interno di immobili altrui». E «visto che c’è, lavori anche per far rientrare nelle disponibilità della comunità gli immobili comunali occupati a nostre spese con il beneplacito della giunta, ad esempio dove ha sede Macao». Anche il capogruppo Fdi in Regione, Riccardo De Corato, tuona: «Le lancette del tempo sono tornate indietro di 50 anni. Majorino torna ai tempi di Mario Capanna e dei primordi delle occupazioni politiche. Anziché occupare case private, intimi ai proprietari di aree private dismesse la messa in sicurezza di quegli stabili, che da tempo sono il ricettacolo di spacciatori e sbandati». Majorino definisce «sciocchine» le reazioni del centrodestra, ma si affretta a specificare che sul privato «la questione non è invitare o meno all’esproprio proletario, semmai lavorare perchè enormi edifici vuoti possano essere affidati temporaneamente a usi sociali».




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