ARRESTATO ISLAMICO INTEGRATO: STAVA PER COLPIRE A MILANO

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Terrorismo islamico. Nadir Benchorfi, cittadino marocchino di 30 anni arrestato dagli agenti della nella giornata di venerdì in via Tracia a Milano, quartiere San Siro.

Benchorfi era arrivato in Italia dal Marocco quando aveva 12 anni. Qui aveva studiato e lavorava nei centri commerciali dell’hinterland milanese. Era integrato secondo la vulgata dello Ius Soli piddina: cittadinanza italiana a chi studia in Italia da bambino.

E invece, secondo quanto emerso dalle indagini, dopo avere lavorato come cuoco dal 2012 al 2014 in Germania, ha preso la via del Jihad.

«Era pronto a colpire in Italia». Secondo quanto riferito dagli investigatori in una conferenza stampa, Benchorfi sarebbe stato pronto a mettere a segno un attentato. Più volte sarebbe stato esortato dai combattenti del califfato. Avrebbe anche chiesto armi, senza riceverle. Gli investigatori — per il momento — non hanno confermato quali sarebbero stati i possibili obiettivi. Non solo: i suoi contatti tedeschi lo avrebbero anche esortato a prendere parte al Jihad.

Le indagini — secondo quanto riferito — sono iniziate a settembre quando gli agenti della Digos hanno ricevuto una segnalazione da «fonti investigative». Il 30enne, infatti, avrebbe finanziato la causa del califfato per un totale di 6mila euro. Attraverso questi movimenti di denaro gli investigatori hanno ricostruito la sua ragnatela di conoscenze.

Si sentiva con le spalle al muro. E prima dell’arresto avrebbe cercato di scappare. Tutto inutile: nella mattinata di venerdì gli agenti della Digos lo hanno arrestato durante un blitz in via Tracia.

Gli agenti della Questura avrebbero trovato diverso materiale relativo allo Stato Islamico. Materiale su cui continuano a indagare.




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