Renzi invia 130 profughi in edificio senza fognature

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Torna a fare discutere l’arrivo di 130 profughi all’interno dell’ex caserma Serini di Montichiari. Struttura che non ha un sistema fognario. Per questo l’amministrazione comunale retta da Mario Fraccaro, nei giorni scorsi si è appellata all’Ats di Brescia per sapere se sussistano le condizioni igienico-sanitarie adeguate a far fronte alla presenza di 180 persone (calcolando gli operatori della Croce Rossa e le forze dell’ordine).

Ma vista la natura emergenziale dell’hub, voluto dallo stesso ministero dell’Interno, è presumibile che l’iter che ha visto la realizzazione in tempi record di strutture mobili, bypassi la normativa agendo in deroga. E prevedendo l’installazione di bagni chimici.

Sul caso interviene l’assessore regionale Viviana Beccalossi (Fratelli d’Italia) che si appella al prefetto e al ministro: «Resto allibita nell’apprendere che pur di creare campi profughi il ministero dell’Interno non si preoccupi neppure di verificare che le strutture individuate posseggano i requisiti minimi». E se si dovesse appurare l’assenza di fognature (già ipotizzata in una lettera inviata dal sindaco alle autorità competenti) «gli immigrati non dovranno essere ospitati alla Serini. Sarebbe gravissimo e inaccettabile creare zone franche nel nome dell’immigrazione clandestina, in cui la legalità non venga contemplata». Nel frattempo è conto alla rovescia sull’arrivo dei profughi: c’è chi dice che la struttura diventerà operativa dall’ 8 dicembre. Ma al Comune non è arrivata ancora nessuna comunicazione ufficiale.

Nel frattempo a Montichiari prosegue il presidio di protesta fuori dalla Serini, guidato da residenti e Lega.




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