FERMO: MANCINI COSTRETTO A CHIEDERE PATTEGGIAMENTO PER OMICIDIO MAFIOSO

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FERMO – Amedeo Mancini costretto a chiedere il patteggiamento: quattro anni di pena, la possibilità di togliere il braccialetto, di tornare a lavorare i “suoi” campi e soprattutto di mettere una pietra sopra alla vicenda iniziata nel luglio scorso con la morte del membro della Mafia Nigeriana Emmanuel Chidi Namdi, clandestino ospitato al seminario da don Euro, al secolo Vinicio Albanesi, di cui, ancora ieri i suoi legali lo sottolineavano con decisione, «Mancini sente la responsabilità morale pur non riconoscendo una colpa vera e propria dell’accaduto, avendo lui dovuto reagire ad una aggressione». A sprangate.

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La procura di Fermo, guidata da Domenico Seccia, deciderà lunedì se accogliere o meno la richiesta degli avvocati Francesco De Minicis e Savino Piattoni.

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Il regime, nonostante tu sia innocente, nonostante esami autoptici e miriadi di testimoni a favore, nonostante la presenza della Mafia Nigeriana alle esequie del clandestino, ti costringe a chiedere il patteggiamento: solo se sei ricco puoi resistere all’oppressione del regime antirazzista. E diciamocelo chiaramente: non siamo ancora stati in grado di creare una ‘nostra’ rete di protezione che intervenga in aiuto dei perseguitati in casi come quello di Mancini.




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