Merkel e Boldrini arruolano Google per nascondere le notizie sgradite

Condividi!

Ci segnalano l’articolo del professor Enzo Pennetta. Ne diamo diffusione e poi un breve precisazione alla fine:

Dopo la sconfitta subita alle elezioni USA dai media manistream arrivano le prime misure concrete.
Google vara un’estensione di Chrome che marchierà i siti indipendenti come “fonti inattendibili”.

Torno a distanza ravvicinata sull’argomento della libertà di pensiero sulla rete sia perché i fatti si stanno susseguendo a ritmi accelerati sia perché la libertà  di espressione è il presupposto dell’esistenza stessa di siti come il nostro.

Dopo aver parlato degli attacchi alle notizie circolanti sulla rete nell’articolo “Guerra asimmetrica dell’informazione: prove di contrasto alla libertà della rete da Obama alla Boldrini. (aggiornamento: discorso della Boldrini).” e averlo aggiornato con il video dell’intervento della Presidente della Camera Laura Boldrini, si rende necessario un nuovo articolo per portare all’attenzione sulle prime misure tecniche adottate per contrastare i siti di informazione indipendente. E’ di oggi 30 novembre la notizia che Google ha lanciato un’estensione per il suo motore di ricerca Chrome che segnalerà sulle pagine Facebook i siti e le notizie ritenute false: “L’estensione di Chrome che scopre le notizie false su Facebook“.

“Bufale e notizie false si diffondono come una piaga su Internet e Facebook. Ma utilizzando il browser Google Chrome è possibile scoprirle. Come? Grazie all’estensione creata da Daniel Sieradski. Si chiama B.S. Detector e si può scaricare gratuitamente.
Il plugin, in poche parole, individua gli articoli su Facebook che provengono da fonti inattendibili. Quando un utente legge i vari post, che scorrono sul news feed del social network, compare un avviso per segnalarne l’inaffidabilità. Daniel Sieradski ha spiegato di aver compilato una lista, contenuta in database, modificabile e implementabile, di noti siti web, produttori di notizie fasulle, in particolare a carattere politico, a cui fa riferimento B.S. Detector per mettere in guardia il lettore.

Contemporaneamente, anche Brian Feldman, giornalista del New York magazine, ha realizzato l’estensione per Chrome Fake News Alert , in grado di avvertire gli utenti delle possibili bufale inserite su Google e Facebook. In Italia, invece, c’è l’estensione Bufale.net che, allo stesso modo, evidenzia con una notifica quando un sito contiene notizie fasulle. “

 

Google si assume dunque il ruolo di garante della verità, proprio loro, quella stessa società denunciata espressamente da Julian Assange come strumento della NSA, vedi “Wired intervista Julian Assange: “Google è la versione privata della Nsa”“, ricordiamo che l’NSA è l’agenzia USA per la sicurezza che spiava anche gli alleati (il cancelliere Angela Merkel) e la cui attività è stata rivelata da Edward Snowden. Con Google giudice delle notizie da ritenere vere e dell’attendibilità delle fonti, il Ministero della Verità orwelliano si realizza, ma non come vero e proprio ministero, nell’epoca della sottomissione degli Stati ai poteri economici sarebbe stato anacronistico, il ministero della verità nasce come servizio “scientificamente” neutrale, in questo modo il controllo avviene in maniera più efficace.

Contemporaneamente vengono diffusi studi (certamente certificati come veri dal meccanismo delle peer review) che denunciano l’esposizione degli studenti alle “false notizie” sostenendo la necessità di “corsi di educazione” o forse sarebbe meglio di “rieducazione” per abituarli a riconoscere la verità delle fonti ufficiali e diffidare di tutte le altre: “La disinformazione inizia sui banchi di scuola“.

L’efficacia di queste segnalazioni di Google potrebbe però essere scarsa, anzi, psicologicamente non sorprenderebbe una reazione inversa di diffidenza nei confronti di questa censura e di conseguente attenzione verso i siti discriminati.

L’attacco alla libera informazione dunque non è ancora repressivo e coercitivo, ma se come tutto lascia pensare queste misure non dovessero bastare non si può escludere che questo sarà il passo successivo.


Condividiamo l’impostazione dell’articolo e il 99 per cento di quello che c’è scritto. Con una precisazione da fare: se è vero che Google con le altre multinazionali digitali quali Facebook e Twitter ha iniziato una repressione dell’informazione indipendente a seguito della imprevista (da loro) vittoria di Trump, è scorretto dire che  “Google ha lanciato un’estensione per il suo motore di ricerca Chrome che segnalerà sulle pagine Facebook i siti e le notizie ritenute false”.

Il motivo è semplice: le estensioni di Google Chrome sono come le App che scaricate sullo smartphone, vengono concepite da terzi e non dipendono da Google. Chiunque può inserire la propria estensione scaricabile, e in questo caso alcuni cazzari (uno è l’amichetto della Boldrini) hanno inserito una estensione con lista di proscrizione di alcuni siti ritenuti pericolosi per il Sistema che si attiva quando chi ha scaricato l’estensione visita quei siti o ne visualizza i post su Facebook: ci sono sicuramente Breitbart negli Usa e Vox in Italia.  Il che, dobbiamo dire, ci riempie di soddisfazione.

Detto questo, ciò non sminuisce la gravità dell’attacco alla libertà di espressione.  Merkel in Europa e Boldrini in Italia sono particolarmente impegnate nel tentativo di nascondere le notizie, la prima ha fatto scuola con l’insabbiamento degli stupri di Colonia, quelli negati dal creatore dell’estensione Chrome per giorni.

Per dire della bizzarria, i siti che per mesi spacciavano sondaggi fasulli culla Clinton negli Usa non sono presenti. Come non sono presenti i media di distrazione di massa italiani e, in special modo La Stampa che ha diffuso l’articolo, giornale che per anni ha raccontato le fandonie degli Agnelli e oggi prosegue a novanta gradi.

Purtroppo per loro l’uomo più influente della Casa Bianca sarà, a breve, Bannon, grande capo di Breitbart. Ci divertiremo.




Lascia un commento