Carne di topo in 58 tonnellate di cibo etnico a Roma

Vox
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Topi, cacca compresa, nelle confezioni di cibo destinato ai ristoranti etnici. Pezzi di carne finiti dentro le confezioni per la foratura degli imballaggi, specie dei sacchi contenenti riso, facilmente aggrediti dai roditori. Questa una delle scoperte dei Nas di Roma che hanno individuato ed ispezionato tre depositi appartenenti ad altrettanti operatori commerciali di vendita all’ingrosso di prodotti extra Ue situati nell’aree della Capitale. Bengalesi. Ingrossi bengalesi che rifornivano ristoranti bengalesi, cinesi e africani.

In particolare, il più recente intervento dei militari del Nucleo Antisofisticazione ha consentito di individuare un magazzino abusivo di 500 metri quadrati in zona Ardeatina ed eseguire il sequestro penale di 58 tonnellate di alimenti presenti all’interno.

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Riso, spezie, condimenti e conserve vegetali conservate – si fa per dire – in cattivo stato di conservazione in ambienti malsani, con – oltre ai topi – infiltrazioni di acqua piovana, presenza di umidità e muffe alle pareti e nella pavimentazione.

La potenziale pericolosità insita nelle modalità di stoccaggio, oltre a richiedere l’immediato sequestro degli alimenti, ha determinato il denuncia dell’Autorità giudiziaria dei due titolari della ditta bengalese. I prodotti, che risultavano regolarmente importati da India, Pakistan e Bangladesh, sarebbero stati destinati principalmente ai negozi etnici della Capitale e della provincia di Roma.

Dice il presidente di Coldiretti Roma e Lazio David Granieri: “I dati resi noti oggi dai Carabinieri del Nas, riguardanti il maxi sequestro a Roma di 58 tonnellate di alimenti etnici scaduti, confermano l’importanza dell’attività di contrasto a questo fenomeno, purtroppo molto diffuso. Le derrate alimentari, importate dall?estero e quindi con livelli di sicurezza più bassi rispetto a quelli nazionali, venivano conservate in pessime condizioni, in ambienti con infiltrazioni d’acqua, muffe alle pareti e persino ratti. Di fronte a tali episodi è evidente quanto sia importante per i consumatori diffidare dei prezzi troppo bassi, leggere attentamente le etichette e magari puntare su prodotti di qualità, made in Italy, a km zero. E’ necessario tenere alta la guardia e stringere le maglie della legislazione per contrastare un fenomeno che raggiunge il suo apice nel periodo natalizio”.