PALAZZINE OCCUPATE: CASA E LAVORO PER 250 AFRICANI, PREMIATI ABUSIVI

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Il piano per il sedicente “sgombero progressivo” delle quattro palazzine olimpiche occupate dai fancazzisti africani (spacciatori, stupratori e clandestini) all’ex Moi, concordato dal sindaco Appendino con la prefettura e annunciato ieri ai capigruppo di Palazzo Civico è una ignobile marchetta. Una vergognosa marchetta.

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Appendino ha annunciato che ci sono le risorse ed è stato individuato un percorso per svuotare solo una palazzina. In pratica le autorità se ne lavano le mani e regolarizzano la posizione di 1.250 clandestini che occupano edifici pubblici: perché sono prepotenti e lo Stato ha ceduto fette di territorio alla mafia nigeriana.

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Non solo. Ai 250 fancazzisti verrà trovata casa e lavoro. A spese dei contribuenti italiani.

Lo strumento ipotizzato è quello delle borse lavoro, una sorta di voucher. A questa parte provvederà la famigerata Compagnia di San Paolo, che fa business con i profughi: una partita di giro. I disoccupati italiani no, i clandestini africani si: occupi illegalmente edifici pubblici? Appendino e Renzi ti premiano con casa e voucher.

Fabrizio Ricca della Lega e Osvaldo Napoli di Forza Italia contestano il coinvolgimento della Compagnia, che ha però una lunga tradizione nelle marchette agli immigrati a scapito degli italiani: «Non è giusto che le fondazioni bancarie dirottino risorse destinate ai torinesi. Ci pensi il governo a pagare i costi, visto che se la situazione è finita fuori controllo è in gran parte colpa sua».

Non c’è dubbio, uno Stato così va abbattuto, e si comincia il 4 dicembre.




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E’ accaduto ieri a tarda sera, quando gli occupanti abusivi della palazzine olimpiche ex-Moi scendono in strada a centinaia. Sradicano cartelli, lanciano bottiglie ribaltano cassonetti dell’immondizia. Urlano contro i residenti della zona, se la prendono con i passanti. E le grida «Razzisti», «bastardi», «carogne» perché non li lasciano stuprare e spacciare in pace: poi bloccano il traffico.

Si tratta degli occupanti abusivi delle palazzine degli stupri e dello spaccio cittadino.




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