Venezia: Entrano in chiesa e cagano sull’altare

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I soliti ‘ignoti’ si sono introdotti per due volte la scorsa settimana nella cappella del convento di San Francesco delle Vigne a Venezia, in cui è custodita un’opera del Bellini.

Entrambe le volte utilizzandola come latrina e la tovaglia dell’altare come carta igienica. A rendere noti i due episodi il parroco Sebastiano Simonitto, che al termine della messa di ieri ha rivolto un invito ai fedeli a controllare con maggiore attenzione l’edificio sacro.

«I barboni sanno che a fianco della cappella c’è un bagno – sottolinea – ma non mi sentirei neppure di dire con certezza che si tratta di un atto a sfondo religioso. Anzi spero proprio che non lo sia, anche se il fatto resta inquietante».

La cappella accoglie il dipinto “La Vergine con il bambino” dipinto dal Bellini nel 1507.

Pochi mesi fa, nella chiesa di San Geremia irruppe un marocchino: si scagliò contro un crocifisso ligneo settecentesco, distruggendolo. Pochi giorni dopo, quattro islamiche, con il volto coperto dal velo, entrarono nella chiesa di San Zulian per sputare sul crocifisso e poi scappare.

«Stavo tornando da un incontro e percorrendo il corridoio ho sentito un odore strano». Poi la scoperta.

La chiesa di San Francesco della Vigna è un edificio religioso della città di Venezia, situato in Campo San Francesco della Vigna, nel sestiere di Castello. L’attuale chiesa, cominciata da Jacopo Sansovino nel 1534, è una delle più belle chiese rinascimentali di Venezia. Costruita per i francescani, venne completata nel 1554. Fu poi affidata ad Andrea Palladio, dieci anni più tardi, la costruzione della grandiosa facciata (1564). Garanzia della nobiltà veneziana le due cappelle laterali, che divennero poi cappelle funerarie delle famiglie che avevano costituito un fondo per la sua costruzione. Poi sono arrivati ‘loro’.




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