Toh, guarda chi porta la Meningite in Toscana – FOTO

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Spinti dall’eccitazione per la sua guarigione, i media di distrazione di massa toscani ci mostrano, per una volta, chi porta la Meningite in Italia:

meningite-immigrata

L’entusiasmo distrae anche i migliori censori.

Marta Elianna Samora De La Cruz, studentessa a Cecina all’istituto Marconi, indossa la tenuta da camera. È in fase di dimissioni, ma non ha ancora lasciato l’ospedale di Livorno. Ormai è questione di minuti, dopo dieci giorni di ricovero, in rianimazione e malattie infettive. La meningite sconfitta. Il sorriso recuperato. La grinta per diventare hostess anche. Insieme alla voglia di strigliare gli amici: «Appena arrivo a casa li chiamo tutti: si devono vaccinare. L’esperienza che ho avuto io è terribile».
Marta lei è arrivata in ospedale per una sepsi meningococcica: un’infezione del sangue che ha rischiato di danneggiarle seriamente cuore e reni. Ma non era vaccinata?
«No».
Perché non si è vaccinata? Sa che i ragazzi fra gli 11 e i 20 anni sono considerati i pazienti a maggior rischio di contagio da meningite?
«Non mi sono vaccinata perché ero convinta di essere già vaccinata contro la meningite. Quando sono arrivata in Italia dalla Repubblica Dominicana circa 7 anni fa, sono stata sottoposta a molte vaccinazioni ed ero convinta di avere anche quella contro il meningococco C».

DIFFUSIONE MENINGITE NEL MONDO
DIFFUSIONE MENINGITE NEL MONDO

L’immigrazione è un veicolo di epidemie – soprattutto nel caso di Meningite e Tubercolosi – non solo per l’immigrato che arriva già infetto, ma anche per gli immigrati che sono qui da più tempo ed entrano in contatto con parenti o amici che vengono in Italia. Diffondendo poi il virus in scuole, ospedali, luoghi di lavoro e mezzi di trasposto.




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