Arresta spacciatore africano che lo pesta: “ai domiciliari” finisce il poliziotto

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Ladro libero e poliziotto che lo ha arrestato “ai domiciliari”: è l’effetto dei provvedimenti svuotacarceri del governo che impedisce la carcerazione in caso di reati che non prevedono pene superiori a 6 anni.

“Al momento dell’arresto – racconta il segretario generale regionale del Coisp Calabria (Sindacato indipendente di polizia), Giuseppe Brugnano – l’uomo ha cercato la fuga, al punto da lanciarsi da una finestra, ne è nata una colluttazione con il poliziotto presente che ha riportato alcune fratture. Alla fine della giornata, per lo spacciatore, un cittadino senegalese, il giudice ha convalidato l’arresto senza disporre alcuna misura e facendolo tornare subito in libertà’. Il poliziotto ha invece trascorso la giornata al pronto soccorso dell’ospedale di Catanzaro, ed ora si trova “ai domiciliari” per i trenta giorni di prognosi necessari per le ferite riportate. Siamo all’assurdo”.

Ora, il poliziotto è “ai domiciliari” a causa delle fratture riportate in servizio. Non – almeno ufficialmente – per motivi giudiziari. Invece il criminale è stato subito liberato: l’agente per il suo intervento dovrà rimanere a casa con le ossa rotte, ma il giudice non ha ritenuto questo meritasse la galera per il delinquente, che è stato subito liberato ed è tornato a spacciare.

Per il Coisp, “c’e’ una falla evidente nel sistema giudiziario, basti pensare che lo spacciatore protagonista di questa vicenda non ha mai trascorso un solo giorno in carcere. In questo modo la giustizia diventa non credibile e chi delinque sa bene di essere quasi tutelato da un sistema legislativo che non solo non prevede la certezza della pena, ma che non garantisce nemmeno una risposta immediata: chi delinque, infatti, torna in libertà’ dopo poche ore”. Infine “un appello al Governo nazionale perché riveda il sistema legislativo e giudiziario, garantendo risposte concrete sia nei confronti dei delinquenti che di chi, ogni giorno, rappresenta lo Stato per garantire la legalità'”.

Dopo il 4 dicembre.




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