RESIDENTI RINCORSI DA PROFUGHI ARMATI DI BASTONE – VIDEO

Condividi!

Borgo Filadelfia, ieri mattina, si è risvegliato con i cassonetti gettati in mezzo alla strada e i residenti costretti a chiudersi dentro i locali di via Giordano Bruno, per sfuggire al lancio di oggetti provenienti dalle palazzine occupate dai clandestini africani.
«Hanno fatto bene a caricarli – spiega Antonella, sotto la pioggia per fare la spesa e a pochi passi dalle barricate tirate su dagli occupanti -. Si sono messi contro quelli sbagliati e hanno capito che non possono fare come vogliono».

Nel quartiere che si chiama come lo stadio del Toro, la voce che a guidare la spedizione contro gli occupanti siano stati ultras granata. Le bombe molotov lanciate dai gruppi organizzati del tifo sono state accolte con approvazione dai residenti, una risposta di forza mentre il cosiddetto Stato li costringe a vivere nel degrado, accanto a 1.300 spacciatori e stupratori africani che da anni occupano le palazzine olimpiche: e nulla è cambiato con l’avvento di Appendino.

Una sensazione di abbandono da parte della istituzioni: «Ci sentiamo rapiti in casa – racconta Gennaro Caramanti, pensionato che vive proprio davanti ai palazzi dell’ex villaggio olimpico -. Devo portare mia moglie dal dottore ma non posso uscire perché stanno rincorrendo i passanti con i bastoni».

Tensioni della mattina che ricordano anche quelle avvenute la sera prima, dove molti cittadini si erano trovati l’auto danneggiata: «Stavo tornando a casa e ho visto due auto distrutte, con i parabrezza sfondati. E tanta polizia – racconta Lorenzo D’Agostino -. In via Filadelfia era pieno di posti di controllo. Gli agenti ti fermavano a ogni angolo».

«Ma era solo questione di tempo – racconta Sonia Patacchi, storica negoziante del quartiere -. Le istituzioni ci hanno abbandonato costringendoci a una vicinanza forzata e pericolosa. Temo che possa succedere anche di peggio se non si interviene subito».


Dopo le violenze di ieri, i giovani spacciatori africani che occupano le palazzine olimpiche ex-Moi a Torino minacciano: questa è casa nostra.

Sono oltre 1.300, una vera e propria forza di occupazione. Questo accade quando non elimini subito il problema: si moltiplica.

Sono piccole Gaza nel cuore delle nostre città. Covi islamici di criminali da bonificare il prima possibile, o sarà guerra, non solo guerriglia.


E’ accaduto ieri a tarda sera, quando gli occupanti abusivi della palazzine olimpiche ex-Moi scendono in strada a centinaia. Sradicano cartelli, lanciano bottiglie ribaltano cassonetti dell’immondizia. Urlano contro i residenti della zona, se la prendono con i passanti. E le grida «Razzisti», «bastardi», «carogne» perché non li lasciano stuprare e spacciare in pace: poi bloccano il traffico.

Si tratta degli occupanti abusivi delle palazzine degli stupri e dello spaccio cittadino.




Lascia un commento