Schiaparelli, Agenzia Spaziale Italiana accusa delocalizzazioni in Romania

L’Agenzia Spaziale Italiana non è stata responsabile del lancio-flop della sonda Schiaparelli, schiantatasi – durante la missione ExoMars – sul suolo di Marte, per colpa dei retrorazzi spenti dal computer di bordo prima dell’atterraggio del lander.

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In un articolo pubblicato su AirPress, rivista di aerospazio, Enrico Flamini, il capo del team scientifico dell’Asi, attacca l’Agenzia Spaziale Europea e spiega: i controlli chiesti dall’Italia prima di mandare in orbita Schiaparelli non sono stati fatti per risparmiare tempo e denaro, e ci si è accontentati di una simulazione al pc. Non solo.

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L’Agenzia italiana aveva chiesto che i test venissero condotti dalla Swedish Space Corporation, ma l’Esa ha preferito appaltare il tutto alla romena Arca, senza competenza specifica in questo ambito. Il motivo? Probabilmente per risparmiare tempo e denaro (circa 1 milione di euro). Arca, peraltro, non è nemmeno riuscita ad allestire il test e gli europei hanno deciso di affidarsi a simulazioni al computer prodotte da una società inglese.

Ergo: la missione è fallita per ‘delocalizzazione’. Di quelle che sulla ‘terra’ avvengono ogni giorno, a danno dei nostri lavoratori ma, anche, della qualità. E’ un limite del capitalismo senza guida: insegue sempre il massimo profitto, e se è vero che a lungo termine questo deve bilanciarsi con la qualità, a lungo termine siamo tutti morti. La “mano invisibile” non agisce in temi ‘umani’.



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