Manifestano contro il Gender: ArciGay chiama Polizia e li fa multare

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“Ora et labora in difesa della vita”: questo il nome dell’associazione che è stata multata mercoledì mattina all’ingresso dell’ospedale Civile di Brescia. Stavano manifestando, regolarmente, ma avrebbero affisso cartelli e manifesti definiti abusivi: Polizia Locale, verbale, multa da 118 euro. A Brescia, dove i fancazzisti africani presidiano gli ospedali esigendo soldi.

L’associazione “pro-vita”: “Siamo un gruppo di persone impegnate nella difesa della vita umana – si legge sul web – dal concepimento al suo termine naturale”.
Ecco alcuni slogan, ribaditi sui cartelloni che sarebbero stati affissi abusivamente. “Aborto legalizzato uguale genocidio di Stato”, “No bambini, no pensioni”, e infine “La famiglia è sacra. No divorzio, No aborto, No eutanasia, No convivenze, No gender”.

Ad avvisare le forze del dis-ordine il circolino locale dell’Arcigay di Brescia. E così prima sono arrivati i carabinieri, e poi la polizia locale.

Accertato che la manifestazione fosse autorizzata, è scattata la sanzione per affissione abusiva. Volantini e manifesti sarebbero stati “attaccati” infatti a pali, alberi o muri in prossimità dell’ospedale. “Omofobia e medioevo costano cari ai pro-life”, esulta Arcigay su Facebook.

Puoi affiggere manifesti sconci con gay in pose impronunciabili, ma non puoi scrivere no aborto. I gay odiano che qualcuno possa non condividere i loro capricci, e gli psicopoliziotti sono al loro servizio. O servizietto se preferite.




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