Magistrato libera profughi spacciatori: “Hanno spacciato poco”

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Li ha rimessi tutti in libertà dopo averne convalidato l’arresto. E’ la decisione adottata dal gip Loredana Camerlengo, perché hanno spacciato poco. Ha riconosciuto la “modica quantità”, nei confronti dei sette cittadini stranieri che giovedì scorso erano stati fermati dai carabinieri, a Telese reato di detenzione ai fini di spaccio all’interno del parco delle Antiche terme.

Si tratta di tre 24enni, un 18enne e un 21enne del Gambia, e di un 19enne e una 23enne nigeriani, ospiti di tre migranti a Castalvenere, Telese e Solopaca. Erano tutti finiti ai domiciliari, questa mattina sono comparsi dinanzi al giudice, rispondendo alle domande alla presenza di una interprete, la dottoressa Daniela Petrone, e dei difensori: gli avvocati Giuseppe Caturano, Giuseppe D’Agostino, Gianluca De Vincentis, Angelo De Nicolais, Domenico Rossi, Vincenzo Sguera, Claudio Fusco e Mariano Goglia.

Due giorni dopo il blitz dei militari, uno dei giovani – il 19enne di nazionalità nigeriana – era stato sorpreso ancora all’esterno della struttura, dove non si sarebbe potuto trovare. Per questo era stato trasferito in carcere per evasione, ma anche per questo capitolo il gip Camerlengo non ha ritenuto necessaria alcuna misura cautelare a carico dell’indagato.

Sintesi: se gli spacciatori gettano la droga prima di farsi arrestare, il magistrato li libera perché la droga era poca. Se uno di loro evade, il magistrato lo libera. Abbiamo leggi oscene e magistrati non definibili.




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