Genova: l’università ti fa scegliere il sesso preferito

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«Un’iniziativa surreale, ai confini della realtà». Matteo Rosso, medico e presidente della commissione Sanità in Regione Liguria, e Stefano Balleari, vicepresidente del consiglio comunale e candidato sindaco di Genova per Fratelli d’Italia, commentano così la nota inviata l’altro giorno dal ‘Comitato pari opportunità’ dell’Università di Genova agli studenti dell’Ateneo per annunciare l’attivazione del ‘doppio’ libretto per transgender.

«Quando alcuni studenti ci hanno girato la mail – spiegano Rosso e Balleari – abbiamo subito pensato a uno scherzo. Poi vista la preoccupazione dei ragazzi, abbiamo capito che non era una bufala, ma l’amara realtà. Siamo davvero allibiti che l’Università di Genova possa promuovere iniziative tanto becere: un doppio libretto che servirebbe ai cosiddetti transgender di avere una sorta di doppia identità accademica, in linea, a detta dei promotori, con ‘l’identità di genere a cui sentono di appartenere’. In pratica se Mario si sente di sostenere gli esami universitari come Maria non dovrà fare altro che chiedere un libretto sostitutivo, anzi doppio, e l’Università glielo fornirà.

Una follia che per altro si scontra con le mozioni approvate dalla Regione Liguria in tema di contrasto alla diffusione, nei luoghi deputati alla formazione, delle teorie gender, di cui la sinistra nega l’esistenza, ma che evidentemente esistono eccome.

Pensiamo che il comitato pari opportunità dell’Università, anziché impegnarsi in iniziative così assurde e fuorvianti per i giovani che si affacciano al mondo accademico, farebbe meglio a impegnarsi in battaglie per la vera promozione delle pari opportunità e per il pieno accesso al diritto allo studio e alla formazione dei più svantaggiati, pensiamo ad esempio ai disabili. Perché questo comitato non si impegna ad abbattere le ancora esistenti barriere architettoniche all’interno degli edifici, spesso vetusti, promuove attività di tutoraggio per giovani matricole o semplicemente si arma di pennelli e pittura per dare una ripulita agli atrii di alcune facoltà imbrattate di scritte?».




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