CAPPOTTO PUTIN: CANDIDATI FILO-RUSSI VINCONO IN BULGARIA E MOLDAVIA

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SI SGRETOLA, GIORNO DOPO GIORNO, IL NUOVO ORDINE MONDIALE

I candidati filorussi hanno infatti vinto le elezioni presidenziali in Bulgaria e Moldavia. A Sofia, il candidato dell’opposizione filo-russa Rumen Radev ha vinto con largo margine il ballottaggio delle presidenziali in Bulgaria. A Radev è andato quasi il 60 per cento dei voti: favorevole a un miglioramento delle relazioni con la Russia e all’abolizione delle sanzioni a Mosca, ha largamente ha sconfitto Tsetska Tsaceva, presidente del parlamento e candidata del partito conservatore al governo Gerb.

La sconfitta di Tsaceva ha avuto come effetto immediato le dimissioni del premier conservatore Boyko Borissov, leader del partito di governo Gerb, che le aveva ripetutamente minacciate in campagna elettorale nel caso di una sconfitta del candidato conservatore.

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Analoga situazione in Moldavia, ex repubblica sovietica, il più povero paese del continente in assoluto, tenuto in piedi in buona parte dagli aiuti della vicina Romania membro di Ue e Alleanza atlantica, anche là al ballottaggio per l’elezione a suffragio universale diretto del capo dello Stato: Igor Dodon, candidato filorusso ed esponente della minoranza russa difesa da un importante contingente dell’Armata di Putin, secondo i primi dati vince con il 57,27 per cento contro la rivale filo-occidentale governativa e filo-romena Maia Sandu ferma al 42,75 per cento.
E questo senza dimenticare la Transnistria, regione della Moldavia indipendente de facto e filo-russa.




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