INVASIONE SILENZIOSA: +405% IMMIGRATI IN 18 ANNI

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Quella in atto da un paio di anni con i traghettamenti targati Renzi dalla Libia all’Italia è solo la punta dell’iceberg. Un’invasione silenziosa, lontana dai riflettori, è accaduta sotto i nostri occhi durante gli ultimi venti anni.

Dal 1998 a oggi, il numero di immigrati nel nostro Paese è aumentato del 405%: nessun altro Paese ha avuto una tale impennata. Lo ha affermato tutto eccitato il presidente dell’Istat, Giorgio Alleva, nel corso dell’audizione in Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza, di identificazione ed espulsione, sulle condizioni di trattenimento dei migranti e sulle risorse pubbliche impegnate.

“Si tratta della crescita relativa più marcata registrata tra i paesi europei per i quali sono disponibili i dati. Crescite significative ma meno intense si sono verificate in Irlanda (+357%), Finlandia (+171%) e Regno Unito (+143%)”.

Sono gli africani che assediano i treni, senza biglietto, e gridano al ‘razzismo’ se un controllore li riprende. Sono i romeni che a frotte passano confini che non ci sono più, per sostituire camionisti e muratori italiani. Sono gli islamici che affollano i marciapiedi trasformandoli in moschee a cielo aperto. I cinesi che inondano le nostre città di merda commerciale. Sono invasori.

E come tutte le truppe di invasione, sono composte da giovani maschi. Il rapporto generazionale fra popolazione italiana e straniera è imbarazzante: noi abbiamo 176 anziani ogni 100 ragazzi, loro 15 anziani ogni 100 ragazzi. L’età media è sotto i 34 anni e il 45% di loro si situa nella classe di età tra 15 e 39 anni (gli italiani nella stessa fascia sono il 26,2%).

Perché non c’è poi molta differenza tra immigrato clandestino e regolare, entrambi si fottono la tua terra.




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