IL PIU’ GRANDE PERDENTE DELLE ELEZIONI USA: GEORGE SOROS

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Il più grande perdente delle elezioni americane non è Hillary Clinton. E’ György Soros, meglio conosciuto come George Soros.

Ha investito nell’elezione di Clinton ufficialmente 25 milioni di dollari. Ufficiosamente, e attraverso le proprie fondazioni come la Open Society, molti di più. Un impegno personale e finanziario con -l’obiettivo, unico, di controllare il prossimo fantoccio alla Casa Bianca. Missione fallita, George.

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Ironicamente, come abbiamo già scritto, il candidato che più personificava la ricchezza, anche in modo pacchiano, è stato quello che nella storia delle elezioni recenti ha raccolto meno denaro da facoltosi e multinazionali. E’ la scheggia impazzita che la Sinarchia non aveva previsto: capita, una volta in generazioni.

Dicevamo di Soros. Che ha scatenato durante la campagna elettorale le sue marionette da centro sociale americano, per creare, intorno a Trump, un clima di violenza che spaventasse gli elettori. Poi, attraverso media compiacenti, ha veicolato l’immagine di un candidato dedito alle oscenità e incapace, la risposta degli elettori è stata il più grande vaffanculo del popolo all’élite in generazioni.

Ha provato anche con le macchinette tarocche, ma qualcosa non ha funzionato.

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Immaginate come si deve sentire, Soros. Speculatore abituato a piegare i propri nemici fino alla morte pubblica, nel vedere l’inutilità di tutti i suoi soldi e dei propri galoppini. L’inutilità delle sue fondazioni che da decenni tentano (con buoni risultati) di indebolire la civiltà occidentale. Per questo, il mostro ha scatenato le violenze subito dopo il risultato in tutti gli Usa, dando ordine ai soliti fancazzisti da centro sociale americano di colpire, con manifestazioni violente. In verità un po’ scarsine:

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