Perché non usano 700 casette vicino Norcia? Quelle nuove le fa chi ha finanziato governatore PD

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“Davvero ridicola e sterile la polemica sollevata in queste ore”. La governatoressa Marini non ci sta. Quel servizio di denuncia de le Iene sulle casette di legno già presenti a Nocera e Foligno (alloggi del sisma del 1997), mentre lo Stato ne sta acquistando altre e paga gli alberghi del perugino e del Trasimeno per ospitare parte degli sfollati, agli occhi della numero uno della Regione Umbria non regge e non porta nessun beneficio alla causa dei 5mila sfollati della Valnerina umbra.

“Immaginare di trasferire nelle casette di legno dell’ex sisma del 1997, in comuni lontani – ha spiegato la Marini – una parte degli sfollati non è una soluzione.
Inoltre va ribadito – continua – che queste strutture, collocate in prevalenza nei territori di Foligno e Nocera Umbra, sono infisse al suolo e non smontabili, a differenza dei nuovi prototipi di moduli provvisori che saranno montati nelle zone della Valnerina. Quand’anche si volesse procedere ad un loro smontaggio e rimontaggio, i costi sarebbero addirittura superiori a quelli per l’acquisto di nuovi moduli e sarebbe inoltre alquanto complessa la procedura per certificarne l’abitabilità”.

In realtà il motivo è molto più prosaico: se venissero utilizzate queste casette già esistenti, sarebbe poi impossibile procedere con i nuovi appalti.

Ad esempio, denuncia il M5S, parte delle costruzioni sono state subappaltate a Cosp Tecnoservice che ha finanziato, nel 2015 la campagna di – rullo di tamburi – Catiuscia Marini, governatrice Pd dell’Umbria.

Ma, ovviamente, questo è del tutto casuale. Non è per questo che la Marini si è alterata per la “ridicola polemica”.




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