DETENUTI DECAPITANO PRIGIONIERO E GIOCANO A CALCIO CON LA TESTA – VIDEO CHOC

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Un gruppo di detenuti decapita un detenuto membro di una gang rivale e poi usa la testa per giocare a calcio.
La scena è stata registrata dall’agente penitenziario Luciano Andre Lima a Itatinga, nella regione metropolitana di Fortaleza.

Del resto il Brasile è l’apoteosi della società meticcia. E quindi, di conseguenza, della violenza: perché il meticcio è ontologicamente privo di un centro di gravità.

Il numero delle morti violente è cresciuto del 12% nei primi quattro mesi dell’anno, rispetto allo stesso periodo del 2015, a Rio de Janeiro, la metropoli brasiliana che ad agosto ospiterà le Olimpiadi.

In base ai numeri divulgati dall’Istituto di pubblica sicurezza, da gennaio ad aprile 2016 nello Stato carioca si sono registrate 2.036 morti violente (di cui 238 provocate dalla polizia) rispetto alle 1.818 segnalate nello stesso periodo dell’anno scorso. Aumentati anche i furti in strada (23,7%) e di veicoli (19,7%).

Ma non è solo Rio, è tutto il Brasile, che è la tipica società multietnica.

L’ultimo dato disponibile, parla di 53.646 omicidi l’anno, e negli ultimi dieci anni hanno superato il mezzo milione. Lo scorso anno, sono state assassinate 6,11 persone ogni ora, con un aumento dell’1,1% rispetto al 2012. Dal ritorno del Brasile alla democrazia, con la Costituzione del 1988, gli omicidi sono stati più di un milione. ”Ovvero quattro volte più che la guerra in Vietnam, durata anch’essa circa un ventennio”, ha sottolineato il professor Oscar Viilhena, docente di diritto alla Fondazione Getulio Vargas.

Inquietante il numero degli stupri: nel 2013, sono stati circa 143 mila. Le denunce sono state 50.320 ma secondo i ricercatori solo il 35% delle violenze viene denunciato. Le vittime della polizia sono circa 2,5 ogni 100 mila abitanti, con la percentuale più alta nello stato di Rio de Janeiro, ma è pesante anche il prezzo di sangue pagato dalle forze dell’ordine: tra il 2009 e il 2013 sono stati uccisi 1.779 poliziotti.

Questi sono numeri da ‘femminicidio’. E non è strano che uno dei pochi paesi a superare il multietnico Brasile in questa poco invidiabile classifica, sia il Sudafrica:

Sudafrica: uno stupro ogni 26 secondi
Il motivo è semplice: più individui di un ‘certo tipo’ ci sono in una società, più questa diventa violenta.

E solo i ricchi, chiudendosi in fortini che sono ‘stati autonomi’, possono garantire la sicurezza propria e dei loro familiari: tutti gli altri, a Tor Sapienza.




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