PD, Rom, Islamici e Digos contro Joe Formaggio: “Arrestate quel sindaco!”

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La deputatessa del Partito democratico, Daniela Sbrollini, ha presentato un’interrogazione per chiedere al Governo di intervenire ed ammonire (ed eventualmente rimuovere!) il sindaco Joe Formaggio «autore di frasi razziste e xenofobe che incitano all’odio». «Come cittadina sono indignata ed offesa per le parole espresse dal sindaco di Albettone – spiega la deputata vicentina – e come parlamentare mi sento in dovere di intervenire per segnalare che questi comportamenti possono risultare pericolosi per la sicurezza pubblica. L’incitamento all’odio razziale è una minaccia seria che può generare una tensione sociale ingiustificata ,chiunque fa parte delle istituzioni pubbliche, nazionali o locali non può adottare argomentazioni simili».
«Ritengo gravissime – conclude Sbrollini – le parole pronunciate a Radio 24 da parte di un personaggio recidivo e pericoloso, mi auguro che la denuncia sia trasversale tra tutte le forze politiche e sono sicura che la Digos interverrà adeguatamente per avviare un’azione legale».

Arrestate quel sindaco, è stato eletto! Quindi un governo non eletto viene invitato da una deputata abusiva – premio maggioranza incostituzionale – a rimuovere un eletto dal popolo. Democrazia.

Ma non è solo il PD a scatenarsi. E’ stata presentata ieri, nella sede della Legione Carabinieri Toscana, una denuncia per “razzismo e violazione della legge Mancino (quello delle telefonate con Napolitano)”, da parte della Associazione Nazione Rom.
Secondo gli zingari le dichiarazioni rese il 28 ottobre 2016, da Formaggio a “La Zanzara”, «sono gravissime e rimandano direttamente a quanto teorizzato e praticato da nazismo, fascismo e Ku Kux Klan». Tra le frasi ‘incriminate’ pronunciate da Formaggio quella «se un prefetto manda i profughi qui ad Albettone le barricate di Gorino passeranno in secondo piano, qui non vogliamo extracomunitari, negri e zingari, hanno un quoziente intellettivo più basso: lo dimostra la storia». A dire la verità lo dimostra anche la scienza. Ed ancora, «abbiamo un poligono di tiro, il più alto numero di porto d’armi di tutta la Regione Veneto e non vogliamo nessuno che venga a rompere: da noi rischiano la pelle».

Intanto, ieri il procuratore Antonino Cappelleri ha avviato accertamenti sulle frasi contro profughi, immigrati e Islam pronunciate per radio. A far scattare l’inchiesta l’esposto di un cittadino. Ma non è l’unico. La Gestapo Digos, infatti, ieri mattina, ha depositato una segnalazione sul sindaco di Albettone. Gli investigatori, guidati dal vice questore Nevio Di Vincenzo, ipotizzano che il primo cittadino abbia violato la legge Mancino per aver pronunciato alcune frasi che inciterebbero all’odio razziale durante la trasmissione “La Zanzara” di Radio 24, andata in onda venerdì scorso.
Dopo aver acquisito la registrazione del programma e averla ascoltata attentamente (ve li immaginate ad ascoltare attentamente la puntata e prendere appunti?), gli psicopoliziotti hanno consegnato un faldone che contiene vari passaggi dell’intervento di Formaggio. Secondo la Digos, il sindaco avrebbe oltrepassato più volte i confini della legge. P

Il primo cittadino ha quindi sostenuto di essere «razzista» al pari dei suoi concittadini e ha chiamato più volte «negri» gli stranieri di colore, aggiungendo che «hanno un quoziente di intelligenza molto più basso».
L’amministratore, infine, ha attaccato l’Islam. Mentre il conduttore leggeva la notizia della profanazione di una chiesa da parte dell’Isis, Formaggio lo ha interrotto per dire: «E noi li lasciamo occupare il Colosseo e metterli là in preghiera… manganello e olio di ricino». «Ma per chi manganello e olio di ricino, per quei musulmani del Colosseo, dici?», gli chiede il presentatore. «Cominciamo da loro e dopo andiamo avanti», ha ribattuto. L’intervistato ha dichiarato inoltre che l’Islam «è una c… di religione» e che i musulmani «sono dei pedofili se accettano che una bambina di 12 anni possa essere stuprata» e che «bisognerebbe bruciarli».

Un sindaco esuberante. Che ha espresso in maniera caricaturale un sentimento piuttosto comune. Potete arrestare un uomo. Non potete arrestare un popolo.




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