Alfano provoca: “A Gorino disonorata Italia, erano donne”

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“Di fronte a 12 donne, delle quali una incinta, organizzare blocchi stradali non fa onore al nostro paese. Poi certo tutto può essere gestito meglio, possiamo trovare tutte le scuse che vogliamo, ma quella non è Italia. Quel che è accaduto non è lo specchio dell’Italia”.

“Non mi interessa se la protesta sia stata organizzata o meno – prosegue il titolare del Viminale -: io sto a quello che vedo e quello che vedo è qualcosa che amareggia e che non è lo specchio dell’Italia”. Il nostro paese, ha aggiunto, “sono i ragazzi di Napoli che aiutano i soccorritori sul molo quando arrivano i migranti, o il medico di Lampedusa Pietro Bartolo che non guarda a orari”. Dopo la strage di Lampedusa, secondo il ministro, “l’Italia poteva scegliere se girarsi dall’altra parte o essere un paese coraggioso. E noi – ha concluso Alfano – abbiamo scelto di essere l’Italia della fatica e del coraggio. anche sapendo che così facendo si sarebbero persi voti”.

Un personaggio viscido. Come i ‘ragazzi di Napoli’ affetti da cuckoldismo, ovviamente a pagamento. O come tal Pietro Bartolo, che non guardava orari, ma ora batte cassa.

Dopo la presunta strage – non di Lampedusa, ma della Libia (vedi mappa) – non è stato il popolo italiano, ma un governo di abusivi a cogliere la palla al balzo per iniziare un’opera di sostituzione etnica senza precedenti e, nel frattempo, guadagnarci miliardi di euro sottratti dalle tasse degli italiani. Alfano ha una faccia che somiglia molto a quella cosa sulla quale sono seduto.

A Gorino si è mostrata l’Italia, quella vera. Quella che resiste. Quella che presto si libererà dei parassisti alla Renzi e Alfano.




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